Fine

Sandra Lischi



Una donna si era innamorata di un uomo.

Per mesi l’aveva sognato, sempre sognando di accarezzarlo e di abbracciarlo. La mattina si svegliava ed era felice, mangiava le giornate con gusto e restava quella che era, una donna con le sue rotondità e robustezze.

Poi avvenne che si accarezzarono e si abbracciarono davvero e fu un giorno più bello e felice di quelli dei sogni.

La donna era così raggiante e appagata da questo avvenimento che iniziò a mangiare meno; ed era così invasa dalla dolcezza che si accorse che aveva eliminato lo zucchero dai suoi pasti. Torte, dolci, gelati sembrarono non interessarle più. Desiderava anche farsi più bella per quest’uomo; più leggera, più sottile.

Si abbracciarono ancora, seppure di rado. Levigata da quegli abbracci come un sasso dall’onda, lisciata e assottigliata dalle carezze dell’uomo e dai pensieri carezzevoli che poi la abitavano fra un incontro e l’altro, la donna si faceva poco a poco più snella. L’uomo però non se ne accorgeva. Lei non sapeva se questo era un segno bello o brutto. Bello perché vuol dire che grassa o magra gli piaccio comunque, si diceva lei. Brutto perché significa forse che non mi guarda, o che non mi guarda abbastanza.

La donna sembrò capire che questa seconda ipotesi era la più probabile. La magrezza l’aveva affinata anche nei sensi, e ora vedeva meglio come lui la guardava, o non la guardava.

A quel punto il suo dimagrire per la felicità di essere abbracciata si trasformò in un dimagrire per l’infelicità di non essere guardata. Dimagriva ancora e non capiva come lui, nell’abbracciarla, non se ne accorgesse, perché le braccia e le gambe e i fianchi di lui si stringevano diversamente al corpo cambiato di lei.

Non solo gli occhi: neanche le braccia le gambe e i fianchi di lui sono attenti, si disse la donna. E dimagrì ancora perché più niente sembrava avere sapore.

Dimagrì al punto che né le braccia né le gambe né i fianchi di lui riuscirono più a trattenerla, perché era diventata sottile e imprendibile, tanto che a un certo punto gli scivolò via.

Sparì altrove come sgusciando, lieve e filiforme ormai; e lui lì per lì non se ne accorse, strinse se stesso e solo dopo un bel po’ si chiese cosa fosse accaduto.

(L’immagine: Sandra Binion, Scroll, 2015, inchiostro calligrafico su carta cinese)








pubblicato da c.benedetti nella rubrica racconti il 12 settembre 2017