Locarno al via

Teo Lorini



Manca pochissimo: il 2 agosto inizierà la settantesima edizione della rassegna che gli specialisti di festival cinematografici definiscono “il più grande dei piccoli”. Perché se è evidente che Locarno non può contare sui budget faraonici di Venezia, di Cannes o di Berlino, né sul glamour che attira in quei luoghi torme di superstar, è altrettanto indiscutibile la fama che la kermesse del Lago Maggiore si è guadagnata in decenni di coerenza alle sue premesse, di esplorazione delle cinematografie più disparate del mondo e di lontananza dalle lusinghe e dalle logiche del cinema commerciale. Dal debutto, nell’agosto 1946 (quando venne proiettato nel giardino del Grand Hotel Roma città aperta), sono passati 70 anni tondi e per questa edizione Locarno si è messa in ghingheri, sia sotto il profilo dei film e degli ospiti (ci torniamo tra poco), sia per quanto riguarda i nuovi spazi in cui ospitare proiezioni e incontri.
È infatti terminato il restauro dello storico (e meraviglioso) cinema Ex-Rex, ora ribattezzato Gran Rex e, da ammiratori della maestosa decadenza di questo vero e proprio monumento, non vediamo l’ora di apprezzarne la rinascita. Ma la novità più importante è un luogo quasi leggendario: il PalaCinema. Risalgono alla fine degli anni Novanta i primi auspici di fondare un edificio polifunzionale, destinato a raccogliere sale cinematografiche, archivi, una scuola e un centro di competenza, una sezione della cineteca nazionale, ambienti per accompagnare le attività produttive e quelle distributive, sale di montaggio ecc. Tra squillanti annunci, battute d’arresto, ripensamenti e ripartenze, il percorso del PalaCinema è stato tutt’altro che lineare, ma le strutture fondamentali (sale di proiezione e bar) sono arrivate in tempo per il debutto del Festival 2017.

Si parte, fuori concorso e fuori calendario, con i rituali anticipi sul maxischermo della Piazza Grande: Ieri è toccato allo storico 007 - Goldfinger (con locations elvetiche!), stasera sarà proiettato in anteprima Due soldati il nuovo lavoro di Marco Tullio Giordana, che proprio a Locarno vinse nel 1980 il Pardo d’Oro per Maledetti, vi amerò, il suo lungometraggio d’esordio.

Mercoledì inizia il Festival vero e proprio, e l’edizione del settantesimo si annuncia promettente. Tra gli ospiti illustri (allettati da riconoscimenti alla carriera e premi speciali) spiccano Fanny Ardant, Adrien Brody, Nastassja Kinski, Vanessa Paradis, Mathieu Kassowitz, Dario Argento (che già si era visto dalle parti di Piazza Grande nel 2014), e infine Jean-Marie Straub e Todd Haynes che riceveranno un Pardo d’Onore per ciascuno.

La retrospettiva onora invece l’opera di Jacques Tourneur, autore - fra gli altri - del Bacio della Pantera (Cat People, 1942) e di un precursore illustre, e oggi un po’ dimenticato, del genere da cui è germinata tanta parte dell’horror contemporaneo, quel I Walked with a Zombie (1943) che sarà proiettato giovedì 10 in Piazza Grande. E, parlando di Zombie, non poteva mancare l’omaggio a George A. Romero, di cui sarà riproposto il profetico Zombie/Dawn Of the Dead.

Una parola infine sul concorso internazionale che quest’anno annovera ben quattro film americani. Il direttore Carlo Chatrian ha riconosciuto che si tratta di una scelta inusuale per Locarno, ma ha aggiunto che il valore delle pellicole scelte la giustificherà ampiamente. A incuriosirci da subito sono Lucky, film indipendente sulla vecchiaia e il senso ultimo dell’esistenza, interpretato da un’icona come Harry Dean Stanton (il cui volto, scolpito dalle rughe, campeggia su molti dei manifesti che in questi giorni punteggiano le strade del Canton Ticino), e Did You Wonder Who Fired the Gun?, la ricostruzione (vera? fittizia?) di un delitto a sfondo razzista cui prese parte il nonno del regista Travis Wilkerson.
Per i cinephiles di strettissima osservanza, infine, è imperdibile La telenovela errante (1990), film mai concluso, e apparentemente scomparso di Raul Ruiz. Ritrovato dalla moglie del regista cileno, Valeria Sarmiento e portato a termina secondo le indicazioni lasciate dallo stesso Ruiz, il film è stato accolto tra i 18 titoli del Concorso.

Per consultare il programma completo della rassegna basta seguire questo link.








pubblicato da t.lorini nella rubrica cinema il 31 luglio 2017