Trattato universale di pace fra i popoli, prima bozza

Tiziano Scarpa






Adesso è adesso. Come inizio è ok.
Perlomeno su questo
siamo tutti d’accordo.

Va bene anche a diversi fusi orari.
Non c’è bisogno di sincronizzare
gli orologi. È un buon punto di partenza.

Essere simultanei.
Condividere il tempo.
Il tuo adesso è anche il mio.
Il mio adesso è anche il tuo.
A me sembra già molto.
Un’occasione unica, in effetti,
unica e inesauribile:
si ripresenta sempre, a ogni momento.

Ma adesso che ci penso
per la verità ho trovato qualcuno
che vive di ricordi
(più che altro rimpianti).
Per lui adesso non è adesso, è ieri.

E molti hanno cercato di convincermi
che vivremo davvero
soltanto dopo morti.
Anche se adesso è adesso,
per loro è troppo poco.

Come se non bastasse
un mio amico filosofo mi ha detto:
“Adesso non è adesso
per chi vive distratto.
Ma chi ci pensa troppo
vive un adesso astratto, un altro adesso
che non è certo questo adesso qui”.

Va be’, io ce l’avevo messa tutta.
Facciamo lo stesso due passi insieme.




Scritto in occasione di un invito alla Giornata Mondiale della Poesia al Cairo, marzo 2015.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica democrazia il 8 luglio 2017