“Brucia la cenere” a Pavia

2 giugno, 18:30 - Osteria Letteraria Sottovento - via Siro Comi, 8, 2710



“pessimo caffè, ottima eroina”
cuoricino di soldato voce ottusa
del mio amico salta in piedi
ci conosce siamo tutti
qui riuniti siamo tutti
un po’ perduti cuoricino
di velluto per la settima escursione
ha previsto un viaggio assurdo
cuoricino un po’ sgualcito
per la settima escursione
ha redatto un bel programma
“motore elettrico, pasti improvvisati,
partiremo verso l’alba, svegli
a malapena, occhietti rotti al meglio,
schiene da ammaestrare, porta tutti
i redentori” il mio amico salta in piedi
ci conosce e parla forte pare nato stamattina!
ricuce i guanti stracciati prepara
canzoni e stivali, mostra nell’aria
davanti al suo petto
con le dita un po’ liriche e storte
dove gira la ferrovia
quando la smetterà con le cattive
abitudini. aveva un vicino di casa
depresso. prima che lui si impiccasse
il mio amico gli ha fatto provare una pera
non male, questo, il minimo, la decenza
ha redatto un bel programma
migrazione di coppia verso il nord europa
può venire chi vuole
passando dalla toscana, dalla francia,
senza fretta, senza farsi comandare dalla necessità
non è da tanto che ha smesso
cuoricino di soldato, niente esercito
scarsissima attitudine a mantenere le promesse
fiducia nelle esclamazioni, negli annunci
partiremo tra due ore
due giorni due mesi a bologna
per una notte, una sosta sul mare
in croazia ti portano il pesce fresco
tutte le mattine nel faro che affitti
costa niente, costa poco, pessimo
caffè, ottima eroina, partiamo
tra due mesi, un paio d’anni compreremo
un mezzo adeguato, lui sa costruire
piccoli soggiorni mobili, all’occorrenza
potremmo starci dentro in cinque
sei persone e lui salterà in piedi come
un giocattolo che non si rompe mai
“pessima eroina, potrei anche lasciar stare!”
partiremo tra sei mesi, resta pronto,
resta sveglio, tutto quello che ti serve
è lo strazio vellutato di un omino di cartone
tutto quello che ti serve è l’insetto del futuro
che ti ronza attorno alle ghiandole del collo
fra sei mesi, fra sei mesi,
nelle piccole promesse
nelle mani degli estranei tutto quello
che ti serve, tutto quello che ti serve
salta in piedi al buio nella grande camerata
“pessima iniezione, cibo non ne voglio”
sono tutti letti vuoti, sono barche rovesciate
siamo fermi ad aspettare tutto quello che ci serve

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pubblicato da l.cristiano nella rubrica libri il 27 maggio 2017