il sole che se la ride

Giovanni Giovannetti



Tempo fa un tale consigliere comunale pavese di minoranza (oggi maggioranza) con cui all’epoca ero in buoni rapporti, dopo l’esito negativo del suo bar al Carrefour mi confidò d’aver per intanto provveduto a diversificare i suoi investimenti, puntando sul fotovoltaico. Correva l’anno 2009. Nel frattempo quel tale ha fatto carriera. Oggi che è assessore ai Lavori pubblici lo ritroviamo tra i più citati nell’ordinanza antindrangheta del Gip milanese Andrea Ghinetti (13 luglio 2010), perché Luigi Greco lo hanno sorpreso in più che stretti rapporti politici e d’affari con l’uomo delle cosche Carlo Chiriaco.
L’intraprendenza di Chiriaco non comosce limiti: odontoiatra, dirigente della sanità, ristoratore, immobiliarista, costruttore, usuraio e infine imprenditore "verde" dell’energia pulita. La più recente informativa Ticinum del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri (Ros) di Milano – depositata agli atti dell’inchiesta Infinito nel gennaio 2011 – racconta una storia di pannelli fotovoltaici al cadmio, di depuratori e di rapporti d’affari tra Chiriaco, l’architetto di Mortara Franco Varini (con cui l’ex direttore sanitario dell’Asl pavese provò ad acquisire l’area Enel lungo le mura spagnole) e il capo della Curtiriso nonché socio di maggioranza di Euricom Francesco Sempio, quest’ultimo già arrestato nel 1994 per corruzione (aveva elargito 150 milioni di lire a un colonnello della Guardia di Finanza per indurlo a depistare un’indagine sugli aiuti della cooperazione internazionale). Su apparente incarico del deputato Pdl Giancarlo Abelli, Chiriaco avrebbe gestito due «mega progetti» su fotovoltaico e depurazione. Ne parla lui stesso con Giuseppe Romeo (un altro socio occulto dell’assessore Greco) in una intercettazione del 18 gennaio 2009: Abelli «ha detto veditela tu, me la vedo io, però devo pensare pure a lui». Nel febbraio 2009 l’installazione dei depuratori finlandesi Clewer – di cui Chiriaco sembra mirare alla "promozione" – viene testata gratuitamente da Fortuny Agua Italia a Gambolò in Lomellina, prima di sottoporre il progetto (un costo di 300mila euro) ad altri Comuni della provincia. Nella città lomellina ben ricordano la visita di Chiriaco al depuratore, nel luglio 2009, in compagnia di Dante Labate e del futuro consigliere regionale della Lega nord Angelo Ciocca.
I pannelli fotovoltaici sono invece fabbricati dal gruppo Marcegaglia; a Sempio viene chiesto di fare da tramite con il gruppo mantovano. Secondo Chiriaco, l’imprenditore del riso «è colui che ha pagato la tangente per l’esclusiva del progetto», favorito dagli incentivi statali del Gse (Gestore Servizi Elettrici: un contributo del 20 per cento e l’Iva al 10 per cento; sono incentivi milionari, senza alcun vincolo fidejussorio), con l’intento di avviarlo in distribuzione nazionale avvalendosi della Tecnogest (società in capo a Rodolfo Morabito, il cugino di Chiriaco) nonostante Cosa nostra e ’Ndrangheta calabrese. Tranquilli, dice l’odontoiatra a Romeo, «sotto me la vedo io […] vado dai Barbaro, vado da Piromalli... non devono rompere i coglioni, nel senso che gli diamo quello che è giusto, che gli tocca. Però li pregherò di non entrare mai, di non chiedere di entrare in società» E intanto si mette in contatto con Giulio Castellese di Altofonte: «bisogna mettere in piedi una rete in Sicilia. Te ne devi occupare tu, prendere contatti ovviamente con chi sai...». Castellese è imparentato con il capo della Commissione provinciale di Cosa nostra Benedetto Capizzi, perché così «in Sicilia e in Calabria nessuno ci rompe i coglioni».
Ha scritto Massimo Mucchetti sul "Corriere della Sera" del 6 febbraio scorso: «le truffe dilagano quando le procedure danno acqua e si regalano i soldi». Come lamenta Mucchetti, gli incentivi del Governo «sono alti, più del doppio di quelli tedeschi, e consentono di farsi finanziare dalle banche quasi per intero l’investimento perché il ritorno è sicuro per tutti. Dov’è finito il rischio d’impresa per i capitalisti senza capitale del fotovoltaico?» Sui giornali che hanno ripreso l’informativa Ticinun il nome dell’assessore Greco non figura.
Buon per lui.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica condividere il rischio il 8 febbraio 2011