La cosa più scema che abbia mai scritto in vita mia

Antonio Moresco



LO SCRITTORE E IL TRADUTTORE
oppure
GLI ABBACCHIATI

C’erano una volta uno scrittore e un traduttore che erano tutti e due abbacchiati. Lo scrittore in un modo, il traduttore in un altro. Lo scrittore per certe ragioni, il traduttore per certe altre. O forse per le stesse.
Erano tutti e due molto belli. Lo scrittore aveva gli occhi azzurri, i capelli biondi e il naso all’insù. Il traduttore una lunga chioma corvina che gli scendeva luccicando lungo la schiena. Quando andavano in giro a fare presentazioni, il pubblico li accoglieva con grida di entusiasmo e le ragazzine lanciavano degli urletti e cadevano a terra svenute.
Ma loro due erano abbacchiati lo stesso.
Un giorno vennero convocati da Dio, che voleva sapere perché, nonostante i doni di bellezza e talento che lui aveva profuso in loro, erano sempre così abbacchiati.
Dio era seduto su un alto trono e stava mangiando delle ciliegie al maraschino.
Sputò un paio di noccioli, si chinò verso di loro e domandò con voce suadente:
“Perché siete sempre così abbacchiati?”
“Fatti i cazzi tuoi!” gli risposero come un sol uomo lo scrittore e il traduttore.
Allora Dio chiamò le guardie e li fece cacciare dal suo cospetto.
Per consolarsi del loro abbacchiamento i due certe volte sbevazzavano e poi camminavano sbandando sui marciapiedi.
Un giorno, mentre si scolavano un armagnac prima di salutarsi e di tornare ognuno nella propria casa e nel proprio Paese, il traduttore disse allo scrittore:
“Mi sono rotto le palle di fare il traduttore!”
E lo scrittore gli rispose:
“Mi sono rotto le palle di fare lo scrittore!”
Così, da quel giorno, il traduttore cominciò a fare lo scrittore e lo scrittore il traduttore. E, per prima cosa, cominciò col tradurre questa idiozia scritta dal traduttore, che avete appena finito di leggere.

[Immagine: Bianca Baratto]








pubblicato da a.moresco nella rubrica racconti il 30 marzo 2017