Oggetti preziosi: la Singer

di Roberto Michilli



Ogni tre mesi, il tecnico veniva a fare la manutenzione alla Singer nera della mamma. Era un uomo sulla cinquantina, alto e magro, con i capelli brizzolati tagliati alla Umberto. Era serio, silenzioso. Indossava sempre una giacca grigia, la camicia bianca e una cravatta scura. Aveva con sé una borsa nera che conteneva i suoi piccoli attrezzi. Smontava la macchina, toglieva la polvere dai vari pezzi servendosi di un pennellino, poi li ungeva con l’olio che usciva da una scatoletta tonda d’ottone munita di un lungo becco. Premeva le guance della scatoletta, e l’olio schizzava fuori. Rimontati i pezzi, infilava la punta della pompetta anche in certi buchini quasi invisibili sparsi qua e là nel corpo nero della macchina. Alla fine asciugava con un panno l’eccesso di olio. Mamma assisteva, attenta. Con quella macchina cuciva le tomaie per papà e tante altre cose. Era preziosa. Per ultimo, il tecnico cambiava il cordone che univa la pedaliera alla ruota scanalata sul lato destro della macchina. Lo tagliava della misura giusta da un rotolo che si portava appresso e poi lo univa in un cerchio fissando le due estremità con un gancio, che infilava nei buchi fatti con la subbia e poi ripiegava col martelletto.

Alla fine provava a cucire qualcosa, per assicurarsi che tutto funzionasse a dovere. Era bravo quasi come mamma, a far andare veloce la pedaliera. A me s’imballavano i piedi quando ci provavo. Il pedale era rettangolare, largo e piatto, forato come una griglia, e ruotava avanti e indietro su due perni infilati a metà dei lati corti. La punta di un piede spingeva sul bordo del lato lungo superiore; la punta dell’altro su quella inferiore. Il difficile era sincronizzare le spinte, e conservare il ritmo.


[In questi giorni sta avendo molta fortuna un dizionario di cose e situazioni che facevano parte della vita di tutti i giorni decine di anni fa. Roberto Michilli aveva già scritto da tempo una sua rassegna di cose perdute, un libro incantevole ancora inedito. Ci era piaciuto molto, e avevamo pubblicato alcuni dei suoi "oggetti preziosi" nel numero 3 del "Primo amore" su carta. T. S.].


Roberto Michilli (Campli, 1949) vive a Teramo. Ha pubblicato alcune raccolte di poesie, i romanzi Desideri (Fernandel 2005), Fate il vostro gioco (Fernandel 2008), La più bella del reame (Galaad 2011) e La chiarezza enigmatica. Conversazione su Giuseppe Pontiggia (con Simone Gambacorta, Galaad 2009). Il suo blog è qui.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 12 aprile 2012