Una lucina nel vuoto e nel silenzio

Maria Grazia Calandrone



Nel corso della puntata della trasmissione radiofonica “Qui comincia” andata in onda il 19 febbraio 2017 su Rai Radio 3, la poetessa Maria Grazia Calandrone ha parlato de La lucina, il romanzo di Antonio Moresco e il film in corso di ultimazione di Fabio Badolato e Jonny Costantino. La puntata ha per titolo La libertà di Orfeo ed è un viaggio nel mistero della realtà che parte da Sulla strada di San Romano di André Breton e indugia sulle visioni Constantin Brancusi e Alfonso Benadduce, con Orfeo ed Euridice quali numi tutelari e il contrappunto musicale di Enescu, Gluck, Sartorio, Schumann, Jarrett. A seguire la trascrizione di un estratto su La lucina.

"La lucina" di Fabio Badolato e Jonny Costantino

Dalla Lucina di Antonio Moresco, libro legato a temi archetipici, originari, primitivi, Jonny Costantino e Fabio Badolato hanno girato un film che ho avuto il privilegio di vedere in una visione privata.

Protagonista del film è lo stesso Moresco, o meglio sembra essere Antonio Moresco, con la sua figura alta e il suo profilo affilato, con il suo viso sempre un po’ stupito e melanconico. In realtà, i veri protagonisti del libro come del film sono il silenzio e il vuoto, i suoni della natura più che il suono della voce umana, e i legami segreti tra le persone che sono resi evidenti dalla regia.

In entrambe le opere, la fusione tra arte e vita è totale, e totale è l’ascolto, la tensione verso il gesto che precede il gesto. In queste due opere è evidente la ricerca di qualcosa che viene prima del linguaggio, di quella che potremmo chiamare una parola-madre, e Costantino e Badolato seguono con rispetto e intelligenza proprio etimologica la parole e la ricerca di Moresco.

Il film è fatto di un silenzio carico, di un silenzio che trabocca. Il tempo e l’identità sembrano non esistere. La storia è quella delicatissima di un’amicizia quasi muta, fatta di domande lasciate cadere nel vasto silenzio naturale. Diremmo che si tratta di uno scambio d’anima, delicatissimo e rispettosissimo, tra un uomo e un bambino – che forse è il suo doppio, che probabilmente è il se stesso dell’infanzia.

E queste sono cose che avvengono in poesia: il tempo non esiste, l’identità non esiste – vita e morte sono compresenti nella nostra vita cosciente e, sopra tutto, c’è il ciclo continuo della natura, dei vegetali che, scrive Moresco, «divaricheranno le strutture intime della materia che incontreranno sulla loro strada, si insinueranno con il loro vuoto atomico nel loro vuoto atomico, faranno turbinare lo spazio vuoto con quei residui di particelle dotate di carica elettrica che galleggiano nello spazio vuoto».

Le parole di Moresco nominano l’innominabile, ovvero il vuoto segreto della materia, il vuoto elettrico che siamo tutti.

Opera di Nicola Samorì per "La lucina" di Fabio Badolato e Jonny Costantino








pubblicato da j.costantino nella rubrica cinema il 23 febbraio 2017