Sette disegni di Arthur (dieci anni)

Andrea Amerio



Qualche tempo fa la vendita della pistola con cui Verlaine sparò al polso di Rimbaud ha avuto ampia risonanza anche sulla stampa italiana, ma pochi giorni or sono (8 febbraio) è stato venduto un lotto più interessante, anche se con modalità più discrete e meno copertura mediatica.

32 mila per un edizione de I caratteri di Teofrasto di La Bruyère, premio d’eccellenza scolastica nella classe di retorica del 1870.

36 mila e rotti per il conto di Menelik, un foglio che testimonia la sua attività di trafficante d’armi in Etiopia, con due firme autografe; resoconto di due mesi di attività che ricapitiola le ultime spedizioni d’armi tra il 23 maggio e il 22 giugno 1889.

Poco più di 280 mila euro per il manoscritto autografo di “La rivière de Cassis” (1872), il solo ancora in possesso di un privato.

Ma un lotto di questa vendita ha un grande interesse per chi al mito del personaggio antepone la raccolta dei suoi "segni".
I disegni di Rimbaud, i suoi fumetti, così come i suoi manoscritti sono estremamente rari. Si conoscono alcuni disegni ricalcati da periodici illustrati, ma non si può dire con certezza chi fra Arthur, o i suoi fratelli ne fosse l’autore.
Solamente pochi ensembles sono unanimemente riconosciuti come autentici e precisamente: i disegni che figurano ai margini dell’Album della Malora del 1871; il disegno di un “Jeune cocher” di Londra del 1873; due lettere illustrate a Ernest Delahaye del 1873 e 1875.
Molti anni dopo, prima di lasciare l’Africa, Rimbaud realizzò altri due disegni dal tratto più tecnico, in particolare quello della barella su cui avrebbe dovuto essere trasportato.
Poi ci sono questi sette disegni a fumetti risalenti al 1864-1865 venduti per poco meno di 120 mila euro: il ciclo dei cosiddetti “Plaisirs du jeune âge”, “I piaceri dell’infanzia” disegnati dal piccolo Rimbaud e provenienti da quello che veniva chiamato il Cahier des dix ans, “Il quaderno dei dieci anni”.

Il traino

Un fanciullo vestito da collegiale, Rimbaud o il fratello, traina una ragazza, la sorellina, che dice “Viva la regina del nord!”. Gioca a fare Malgven, la "fille du Nord” sposa di Gardlon, Re di Cornovaglia. Lei è la regina del Nord dai lunghi capelli rossi, lui il suo cavallo magico Morvac’h ("cheval de mer”) che commenta “Nous allons naufrager”. “Andremo a naufragare”.

La dondolante

"Ah ! che tumbe", “Ah che cado”
"Tin toi d un min”, “ti tengo mi”

La messa

I bambini giocano alla messa.
Due ragazze inginocchiate pregano, una tende una bambola al ragazzo che interpreta il prete e gli dice: "Faut baptiser ça” "Bisogna battezzarlo".

L’agricoltura

Potrebbe essere un primo autoritratto di Rimbaud e il solo che firma perché il più completo, muto. Ci sono i due fratelli e le due sorelline di fronte alla finestra con la grande pianta, felici che sia cresciuta così alta.

L’assedio

Cosa son matti quei quattro bambini al primo piano che giocano all’assedio: lanciano piatti o patate sulla gente che passa? Uno di questi per strada un borghese con il cappello alto da rentier (come direbbero i palotin di Ubu) commenta stizzito: “Faudra s’plainde de ça”, qualcosa tipo “bisogna denunciarli!”.

Navigazione

Sul retro dello stesso foglio due fanciulli giocano ai naufraghi; sono i giochi sulla Mosa con Frederic e Delahaye, ma giocano ancora? Un po’ ci credono nel loro chiedere aiuto, uno è rigido come un morto.

Senza titolo

Il solo disegno a matita (tutti gli altri sono inchiostri), d’una fattura differente rispetto a quelli, forse posteriore. Per alcuni dal significato più ermetico. Certo è più serio. Si distingue una donna per terra ai bordi del bosco, la mano sulla fronte. A fianco, una figura a gambe levate. Dicono un pattinatore. Io non posso non vedere i baffi di un papà che fugge.

I disegni sono stati riprodotti in “Dessins inédits de Rimbaud”, «Rimbaud vivant», n° 21, 1982; e più di recente in J.-J. Lefrère, Les Dessins d’Arthur Rimbaud, Flammarion, 2009. Solo uno dei disegni riportati figura nell’Album Rimbaud (di cui esiste tr. it. Einaudi, da tempo fuori commercio).








pubblicato da a.amerio nella rubrica scatola il 12 febbraio 2017