Economie

Sergio Nelli



Dopo aver pagato le bollette e la rata del mutuo, ho fatto un versamento postale per la mensa scolastica delle bambine. Mi è venuta l’angoscia perché sono di nuovo sotto. La linguetta bianca che esce dalla bocca del bancomat è un oracolo senza scampo. Per mia moglie Sara uguale. Quando la sera ci incontriamo tutti insieme, mangiamo, guardiamo un po’ di televisione, soprattutto programmi di discussione politica come Anno Zero o Ballarò (i film cerchiamo di vederli con più calma il venerdì e il sabato). Le bambine giocano insieme o completano le lezioni per casa interrompendo e chiedendo aiuto. Dopo un bicchiere di H2O, come dicono loro (H2O: Just Add Water è anche una serie televisiva in cui alcune ragazze, a contatto con l’acqua, si trasformano in sirene) le traghettiamo a turno verso il sonno, e così abbiamo un po’di tempo per noi. Ci mettiamo a letto, io vorrei leggere un libro, Sara vorrebbe ascoltare musica, ma ecco che dentro un tempo già offensivo cominciamo a fare conti e ad agitarci. Parlare di queste cose prima di dormire è tremendo, ci diciamo; ma non riusciamo a smettere. Il catalogo è indicibile e mi fa venire la nausea. Il nostro borsino è una fistola maligna che prende più strade. Non c’è un futuro visibile in cui le entrate pareggino o superino le uscite. A raschiare il fondo viene sempre fuori il filo incerto di una piccola eredità. Se non ci fosse Sara avrei già gettato la spugna. Sto ad occhi chiusi al buio, qualche volta le accarezzo con un piede le gambe nude finché non la sento dormire. Per me è diventato difficile senza prendere qualcosa, e anche con le gocce me ne sto a lungo insonne guardando l’ora sul cellulare che mi fa da sveglia. Così, mentre le mie figlie con un bicchier d’acqua diventano essseri marini e sognano, io ripeto dei percorsi. Ad esempio, penso a quanto è difficile tenere in ordine la casa, alla polvere, le briciole, i piatti sporchi, la confusione. Ma lo stato che attraverso più spesso è quello della rabbia per un sistema e uno stile di vita che ci hanno trasformati in soldatini in battaglia per la sopravvivenza economica. Mi indigno senza sapere con chi prendermela. Poi, mi pare di aver notato, entro come in una zona di pianura, più morbida, impolverata e astratta, penso alla memoria a breve e a lungo termine ad esempio, alle tracce mnestiche comuni e più antiche o ai meccanismi di accumulazione del capitale, o alle differenze genetiche, o a quanto è infinito l’infinito, e allora mi addormento.








pubblicato da s.nelli nella rubrica emergenza di specie il 5 febbraio 2011