Lettera dal carcere

Aslı Erdoğan



5.12.2016
Cari amici, colleghi,

questa lettera è scritta dal carcere femminile di Barkirköy, situato fra un manicomio e un vecchio lebbrosario. In questo momento, un numero stimato fra i 150 e i 200 “giornalisti” – un record mondiale – sono imprigionati in Turchia e io sono una di loro.

Io sono una scrittrice, solo una scrittrice, autrice di otto libri tradotti in varie lingue inclusa quella francese (pubblicati da Actes Sud). Dal 1998 ho lavorato come commentatrice cercando di combinare letteratura e giornalismo. Gli ultimi due Premi Nobel mettono in evidenza quanto siano giustamente rimessi in discussione i limiti rigidi della letteratura.

[continua qui; un grazie a Roberto Ferrucci]








pubblicato da t.scarpa nella rubrica condividere il rischio il 15 dicembre 2016