Nel cimitero della mia città

Tiziano Scarpa



1.

Nel cimitero della mia città
vengo a fare una cosa.

In tuta, con le scarpe da ginnastica
corro lungo i vialetti.
Senza farmi vedere
corro sopra le lapidi.

Le parole sono tombe. Le tombe
sono parole. Io
corro sulle parole
inventate dai morti.


2.

Io so che le parole
contengono i desideri dei morti.
So che ci piaccia o no
ci tocca realizzarli.
Lo stiamo già facendo.
Lo facciamo da sempre.

Io attraverso la frase,
la impregno di me stesso.
Io ricevo dai morti
il sapore del mondo.


3.

Nel cimitero della mia città
vengo a rubare i fiori.

Non li darò a una donna.
Non sono per nessuno.

Con gli occhi bassi, li offro
alla parola amore
che ho imparato dai morti.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 2 dicembre 2016