Crema e cioccolato

Roberto Michilli



Me ne stavo in piedi nel bar, appoggiato con i gomiti al frigorifero dei gelati, a guardare la tappa del Giro d’Italia sul televisore in bianco e nero posato su un alto trespolo. Le sedie erano tutte occupate; molti altri bambini stavano in piedi come me, addossati ai muri con la schiena o una spalla. Era la fine di maggio, faceva caldo, molti bevevano bibite fresche o mangiavano gelati. Fernando, il proprietario del bar, veniva a prenderli dal frigo, e io dovevo sollevare i gomiti e allontanarmi per il tempo necessario all’operazione. Avrei mangiato volentieri anch’io una di quelle coppette crema e cioccolato, ma non avevo i soldi per comprarla, e così mi accontentavo di guardarle mentre mi passavano davanti tra le mani del barista che andava a portarle a chi le aveva ordinate. Una volta, però, presa la coppa di cartone celeste dal frigo, Fernando non s’allontanò, ma richiuse il coperchio e ce la posò sopra. «È per te» mi disse. Lo guardai stupito. Iniziai a mangiare il mio gelato, e intanto facevo correre lo sguardo sui visi della gente. Nessuno, però, guardava me; tutti gli occhi erano puntati sul televisore. Continuavo a pescare nella coppa con la paletta di plastica rossa, e senza sapere perché cominciai a piangere. Mangiavo il mio gelato, e piangevo. Mentre il groppo che avevo in gola pian piano si scioglieva, seguitavo a guardare i visi delle persone, e non sapendo chi ringraziare, sentivo di voler bene a tutti.

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Da Atlante con figure (Galaad Edizioni, 364 pagine, 16 euro).

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pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 15 settembre 2016