Lo scrittore marziano

Flavio de Marco sul caso "Mal di fuoco"



Un libro pubblicato da qualche mese apre un grosso dibattito sul suo autore e alcuni studiosi sostengono che rappresenti un tentativo di comunicazione tra il nostro pianeta e una civiltà a noi sconosciuta.

Ci sono libri scritti dal punto di vista di un cane, come Il richiamo della foresta di Jack London. Così come ci sono racconti scritti dal punto di vista di un topo, come Il poliziotto dei topi di Roberto Bolaño. E ce ne sono molti altri meno conosciuti e forse non pubblicati scritti probabilmente dal punto di vista di una statua o di una foglia o di un pulviscolo. Allora perché tutta questa polemica su Mal di Fuoco? È vero, non sappiamo ancora chi sia il vero autore, e attualmente l’ipotesi marziana è quella più accreditata. Ma proprio alla luce di questa possibilità, perché scaldarsi tanto? In fondo un marziano potrebbe essere un nostro simile, o comunque più simile a noi di un topo. E poi, tutta questa polemica sull’autore, non rischia di mettere in ombra la bellezza del libro, la sua bellezza squisitamente extraterrestre?

Il libro intitolato Mal di fuoco esce nel marzo del 2016 come quindicesimo volume di una collana chiamata “i Fiammiferi del Primo amore”. La collana annovera altri autori tutti viventi e ben conosciuti al pubblico della letteratura, mentre questo autore Jonny Costantino, a detta dei critici, non esiste. O meglio esiste come nome, ma a quanto pare questo nome è fittizio, non è il nome reale dell’autore, perché l’autore non sarebbe un essere umano. Se digitiamo Jonny Costantino su Google la ricerca converge su un unico volto, quello del filmmaker e scrittore classe 1976, direttore della rivista di cinema Rifrazioni, fondatore della casa di produzione BaCo Productions e così via, che però non è l’autore del libro di cui stiamo parlando (ma stando a quanto mi ha detto gli sarebbe piaciuto molto esserlo stato, dato che il libro l’ha letto e ne ha subito come tutti il fascino estremo).

Ora saltando tutta la trafila che abbiamo seguito nelle ultime settimane, quella per cui la casa editrice avrebbe ricevuto questo testo da un tipo che l’avrebbe trascritto da ecc..., che i servizi segreti del vaticano avrebbero ricevuto un messaggio criptato in cui ecc..., che il libro durante la lettura sembra provocare degli strani effetti simili a ecc..., che la Nasa avrebbe identificato il mittente che si dichiarava essere ecc..., io vorrei dare la mia versione dei fatti. La ragione non è soltanto quella di essermi appassionato al caso e di non avere dubbi sull’esistenza dei marziani, né tanto meno quella di fare pubblicità al libro, che non solo è bellissimo, come ho già detto, ma profondamente illuminante, nel senso di fare luce sull’oscuro enigma dell’animo umano. La vera ragione è semplicemente che io conosco la verità, ovvero a quale persona corrisponde il nome di Jonny Costantino. E perché potrei affermarlo con tanta sicurezza?

Mentre tutti i giornalisti incontravano il filmmaker soltanto il tempo strettamente necessario a rivolgergli le loro domande, che facevano leva sul fatto che il filmmaker è anche uno scrittore con numerose pubblicazioni alle spalle, io ho scelto di spendere con questo filmmaker più del tempo necessario ad un’intervista, vivendo per forza di cose anche dei momenti di silenzio, momenti in cui entrambi eravamo immersi nei nostri pensieri, tralasciando gli argomenti del nostro incontro. È stato proprio in uno di questi momenti, che ho scoperto qualcosa che nessuno credo abbia avuto possibilità di vedere, o se l’ha visto probabilmente non l’ha saputo decifrare. Ho scoperto quello che neanche Jonny Costantino filmmaker e scrittore, che quel giorno mi ha parlato anche di un film che sta realizzando, intitolato La lucina e tratto dal libro di un altro scrittore che è anche l’attore protagonista ecc..., ho scoperto, dicevo, che questo Jonny Costantino non era consapevole di quello di cui stavo venendo a conoscenza, dato che alla fine sono stato io a informarlo sulla sua vera identità, o dovrei dire sulla sua duplice identità.

In breve posso affermare che non esiste alcun tentativo di contatto da parte di una civiltà extra-terrestre, perché il marziano era Jonny Costantino, quello in carne ed ossa di fronte ai miei occhi, ma lui non sapeva di esserlo, nel senso che un’altra identità si sostituiva temporaneamente alla sua persona. Da questo si deduce che certamente è stata la mano di Jonny Costantino filmmaker a scrivere, ma nei momenti in cui la sua mente era abitata da un altro, da un marziano per essere precisi. Come ho fatto a scoprirlo? Se ve lo dicessi non mi credereste, ne sono sicuro, dunque vi invito a spendere un paio d’ore in compagnia del filmmaker e vedere con i vostri occhi che quello che sto scrivendo è la pura verità.

P.s. Le bellissime immagini del libro invece sono di un artista terrestre, Nicola Samorì, sicuramente uno degli artisti più promettenti del momento, che però, a guardarle bene, non si è più tanto sicuri che anche lui non faccia parte degli individui visitati dai marziani.

Il pdf di Exibart numero 94, giugno/agosto 2016, che contiene il presente scritto di Flavio de Marco nella rubrica "Contrappunto", puoi scaricarlo qui.








pubblicato da j.costantino nella rubrica libri il 19 luglio 2016