Il soprassalto passa, il cuore resta

Fabrizio Sinisi



Fabrizio Sinisi, poeta e drammaturgo, di recente ha scritto una breve raccolta ancora inedita. Sono “sonetti” (due quartine e tre terzine di endecasillabi, ma senza rime) che si riferiscono ai massacri parigini del 13 novembre 2015. In tutto, quattordici testi; gli ho chiesto il permesso di pubblicare quello che trovate qui sotto: parla del ritorno alle occupazioni ordinarie, cioè della generale attitudine ad accalorarsi per le cose frivole, dimenticando in fretta i drammi generali, l’urgenza delle situazioni che essi hanno rivelato, la gravità delle consapevolezze e degli stati d’animo che si sono vissuti. E dimenticando anche che, al di là di tutto, ci si trova a esistere e a dover morire. Si procede fra due polarità preferibilmente rimosse e ignorate: da un lato l’attualità, dall’altro lato l’essere. In mezzo, «il trucco, il conto in banca, il gol sbagliato...». [T. S.]

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Rieccoci noi, siamo tornati qui
a lamentarci del trucco, del conto
in banca, del gol sbagliato, dell’umido:
siamo tornati in pausa, nel time-out.

Il tempo ci ha sorpresi un’altra volta
intenti a un’altra vita, già passati:
la nenia delle buone strategie,
l’empia ripartizione delle colpe.

Ma l’affermazione del puro essere,
al mondo, del tuo puro essere al mondo
prima di ogni tuo sguardo, di ogni sbaglio

dov’è? Ma il cuore è sveglio, il cuore è vivo,
il soprassalto passa, il cuore resta
e non passa, combatte, il cuore è in guerra.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 12 giugno 2016