Lettera a Repubblica Nomade

Giacomo D’Alessandro



Caro Antonio, cari amici vecchi e nuovi di Repubblica Nomade, tra poche ore metterete in movimento i vostri corpi, ancora un altro anno, attraverso cieli e terre nuove. E sognando “cieli nuovi e terra nuova” per dirla biblicamente: il sogno di un’Europa capace di rinascere dalle sue ceneri e dalle sue cancrene, ma soprattutto dalle sue energie nascoste e prefiguranti, di riportare in auge la sua bellezza semplice e la sua umanità profonda.

Ancora quest’anno non sono con voi con il corpo, ma fortemente con lo spirito. Con chi ho incontrato nelle tappe di Cammina cammina, Stella d’Italia e Freccia d’Europa, ma anche con chi non ho mai incontrato e sento accomunato da quello stesso spirito. Buon cammino, buona strada, buone chiacchierate, buoni sguardi, buoni silenzi, buoni incontri, buoni racconti. Buen vivir, come amano dire i popoli indigeni dell’America Latina. E quanti passi il nostro sistema occidentale deve fare per “progredire” verso un buen vivir nell’ambiente naturale, nelle relazioni umane, nel pensiero e nelle comunità.

Quest’anno vi ho in un certo senso preceduto, attraversando la culla dell’umanità, l’Etiopia, per 40 giorni di esperienza, viaggio, volontariato, scoperta. Là dove l’umanità ha mosso i primi passi, dove il corpo sente di corrispondere a tutte le cose, allo scorrere del cosmo, ho camminato tra villaggi e luoghi naturali dove dimensioni che spesso ci ansiano come il tempo, il fare, il denaro, la tecnica, perdono di rilevanza. Ho toccato con mano come il nostro Nord del mondo sia spesso costruito sul superfluo, vincolato al superfluo, prigioniero dei suoi schemi squadrati. Come le disuguaglianze e le enclave di miseria disumana si creino proprio dove arriva l’occidentalizzazione, anche in Africa. Al di fuori è un altro mondo, un altro vivere, con le sue gioie e i suoi dolori. E’ quello che auguro a voi e a chiunque – con voi o in altre forme – trovi oggi la forza di attraversarlo con i piedi e con il corpo, oltre che con il cuore, questo nostro mondo complesso e incomprensibile: vi auguro di scoprire passo dopo passo, giorno dopo giorno, che esiste Altro, che ci sono altri modi di vivere, di faticare, di sperare, di costruire, di pensare, di gioire. Che da ciò che è Altro, spesso sconosciuto, trascurato o dimenticato, può rifiorire un’essenza preziosa del nostro essere umani.

Forse vedrete e scoprirete cose che sapete già, sappiate allora raccontarle, testimoniarle, dare valore e celebrare questa vita come solo nella libertà e nella semplicità dei camminanti si può fare. Liberi di farsi accogliere, di farsi aiutare, di andare oltre, di partire e di arrivare. A voi e alla vostra capacità di visione, di coraggio, di pazzia, devo molto. Su altri sentieri, ma nella stessa direzione umana e spirituale, vi accompagno e mi impegno con voi. Fino al prossimo incontro.

Giacomo
4 giugno 2016








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica il Sogno dell’Europa il 5 giugno 2016