Nella notte cosmica

Roberta Durante



Terra

la luna m’interruppe “troppo entusiasmo – disse non va bene
che tu non creda – continuò
che farti un giro senza gravità ti renda più leggera”;
la gravità del mondo avrei capito dopo
non era trasformabile in veste d’astronauta

*

e continuai come un elenco
a dire tutto ciò che mi passava per la testa:
le fantasie represse
i passi falsi già studiati
tutte le finte raccolte fino ad ora in una scatola
svuotata come al porto la mattina
coi pesci mezzi vivi e mezzi morti sulla strada

Cielo

non c’era carica né forza “eppur mi muovo”
dissi poi borbottando già in quel modo
neanche una chiave sulla schiena tipo bambola
facevo il carillon in carne ed ossa
giravo su me stessa
con asse al centro quella corda
poco più di kebab colava la mia essenza sulla terra

*

l’immagine era questa:
le nuvole sotto di me fatte a tappeto bianco tipo pelle polare
e il mio colore rosa pallido di pelle molle che da sotto lo bucava;
divenni così l’iniezione nel cielo
l’ago che da terra
forava ed apriva tutto il manto stellare

Luna

era la prima volta
che mi sentivo proprio nello spazio
aprivo e richiudevo le mie braccia
le gambe lisce come tazze
si aprivano nell’aria senza traccia di cammino:
facevo la Vitruvio distante anni luce
dalla mia gravità


Roberta Durante, Nella notte cosmica, Luca Sossella Editore, pp. 88, euro 10, con CD audio di circa 30′.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 7 maggio 2016