Ossidi, seppia

Roberto Gerace






Per Giuseppe Bartolini




Abbiamo abbandonato le nostre città
sotto tempeste immobili di fili a piombo.
Restano scarpe rotte qua e là,
tra paludi marce d’asfalto
e una macchina sgangherata che nutre il suo scheletro
di rampicanti e gladioli.


***

Sono tornato a casa e i vetri rotti,
i tappeti di ruggine sui cancelli,
il mio orologio che segna ancora le sei e tre quarti.
Giù al supermercato gli alveari
sulle insegne, i pellegrinaggi di dromedari,
lo iotacismo di tibie fra gli scaffali.
Non so se rispetti la serie di Fibonacci
il gorgo spiraliforme dei formicai,
quale teoria di millenni quanti ghiacciai
dall’ultimo disgelo, quante polveri sottili
vibrino ancora in cielo.
Non è vendetta ma minima igiene
tagliar la coda alle lucertole,
entusiasmare l’ultimo accendino
sulla legislatura dei rosai,
sradicare i papaveri dal cortile del vicino.
Ma non sono nemmeno pietà trascurabili
suonare la chitarra un’altra volta
e una mano di bianco sui cadaveri.


***


E anche se non resta niente
voglio che brilli un riflesso di carta stagnola
sul mio nodo scorsoio.


***


Non mi fido dei santi:
sono carnivori persino i gatti;
anche Hitler
dormì come un angelo;
sono coltelli i fiori congelati.
Nelle grida innocenti
c’è un limpido rapinare di violoncelli.


***


La casa accanto è un condominio d’anatre.
Le strade una rovina di asfodeli.
Niente rabbia nel vento.
Non cantano più gli angeli nei cieli,
né l’auree trombe squillano:
a ciascuno il suo volo di colombe
senza ali metaforiche.
Non bastano le tombe?
Ogni libro ha smarrito le sue pagine?
Contare quanto è docile
il confine fra il declivio e la voragine,
tra ogni piccola Chernobyl
e un grande amore abbandonato a un bivio.


***


Non ne posso più delle solite
innumerevoli crocifissioni di petali.
Ho trovato un rossetto sotto un lampione
appassito e la tua vecchia collezione
di schede telefoniche.
Ci fosse almeno una cabina, anche
la tua voce potrebbe fiorire.





L’immagine è presa da qui.








pubblicato da r.gerace nella rubrica poesia il 22 aprile 2016