Ingenui

Andrea Amerio



Spiace parlar male dei morti ma ci sono persone davvero goffamente incapaci di immaginare come sarà il futuro.

Per esempio prendete Jackez Trzmiel, nato da una famiglia ebrea il 13 dicembre del 1928 a Łódź, nel cuore della Polonia. pubblicità Commodore64 Quando aveva nove anni fu trasferito con i suoi nel ghetto della città e poi ad Auschwitz dove fu visitato da Mengele e inviato con il padre al campo di lavoro di Ahlem, vicino ad Hannover. Aveva 17 anni quando fu liberato e 19 quando dopo decise di trasferirsi negli Stati Uniti, dove si arruolò nell’esercito come tecnico. Fece un po’ di strada con queste macchinette e grazie a lui molti uomini, donne e bambini, me compreso, entrarono nell’era del computer. Però, diamine Jackez, mi viene da ridere… Ma quando mai… un computer solo per tutta la famiglia… caro mio avete proprio preso un abbaglio, tu e i tuoi pubblicitari anni Ottanta… l’umanità intera dei quaranta anni a venire inchiodata di fronte a quegli schermi profondi, ingombranti, completamente dipendente da quella scatola con il mangiacassette e il contatore dei giri analogico, che dovevi segnarti con una biro su un foglio il numero di giri in cui cominciava a caricare il programma… “Press play on tape”… suvvia, siamo realistici…








pubblicato da a.amerio nella rubrica emergenza di specie il 11 aprile 2012