La verità e la macchina della verità

Antonio Moresco



Caro Sergio,

rispetto e condivido in gran parte la tua posizione sul "caso Battisti", ma mi pare che tu abbia frainteso la mia facendomi implicitamente dire quasi l’opposto di quello che ho esplicitamente detto su giustizia, pietà per le vittime, responsabilità individuale, spirito del tempo, contesto, sfondo, ecc… E anche quando parlo di relativo e assoluto non mi pare certo di andare nella direzione che tu, giustamente, paventi.

Sì, qui però bisogna vedere solo questo singolo caso e nient’altro, mi dirai. D’accordo, ma così domani bisognerà vedere solo quell’altro singolo caso che ci vorranno far vedere e nient’altro, e dopodomani solo quell’altro singolo caso ancora e nient’altro… perché è così che funziona oggi, a differenza che presso gli antichi, la macchina della verità e della definizione contingente del mondo e della sua storia.

E’ sbagliato, è giustificatorio, è depistante, è inaccettabile sottrarsi a questo piccolo cortocircuito e voler vedere anche tutto il resto?
Sono argomenti difficili e delicati, lo so, ed è molto più comodo non sollevarli, ma non è questa una buona ragione per non cercare ostinatamente di sollevarli.








pubblicato da a.moresco nella rubrica democrazia il 23 gennaio 2011