Per le viaggiatrici solitarie “maschi” e “morte” sono sinonimi

Tiziano Scarpa



In questi giorni sui media si parla di ragazze che viaggiano da sole e che incontrano la morte, che per le donne è sempre più spesso un sinonimo di “maschio”.
Mi fa impressione quando l’attualità mette in primo piano fatti e situazioni che mi era capitato di fantasticare.
Ecco una piccola storia in versi inedita che ho scritto qualche tempo fa. Qui non viene raccontato nessun incontro violento, sevizie o assassini, ma la dedico lo stesso a tutte le viaggiatrici sole e coraggiose e mortificate in vari modi da chi non vuole che il mondo sia un posto per le persone libere.


...Una ragazza che vive in Alaska
vuole viaggiare senza niente in tasca,

...senza coltello né soldi né mappe,
lascerà al viaggio dettarle tappe.

...Farsi guidare dalla libertà.
Intanto andarsene, poi si vedrà.

...Pensa al suo viaggio, si immagina i monti,
picchi, cascate, voragini, ponti,

...gorghi, vertigini, cavalcavia,
fiordi, caligini, periferia.

...Boschi notturni, ululati, creature.
Sarà fantastico: quante avventure!

...Muoversi a caso, da nord verso sud:
Canada, Messico, Cuba, Perù,

...poi con l’aereo volare a Hiroshima
solo perché dopo Lima fa scena.

...Senza un criterio, così, allegramente,
cogliere ciò che racchiude il presente.

...Non stare lì a criticare ogni bivio:
prendere il largo e sfruttare l’abbrivio.

...«Parto». Si chiude alle spalle le porte,
vede una freccia con la scritta “Morte”.

...Segue quel senso, ridendo di cuore.
Fa un passo, incespica, ruzzola, muore.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 12 marzo 2016