Il lampo bianco splende ancora

Tiziano Scarpa



È stato appena ristampato Dopo il lampo bianco di Silvio Bernelli. Se non l’avete ancora letto è l’occasione per farlo, ne vale veramente la pena. È la storia vera di un incidente spaventoso e di una rocambolesca cura e riabilitazione. Con tante riflessioni sulla caducità e la convivenza con la nostra vitalissima essenza mortale, e la sua sorprendente capacità di rigenerazione. È un libro che non si dimentica. Anzi, più che un libro è un’esperienza. [T. S.]

Qui sotto la prima pagina del libro.


Nel primo pomeriggio dell’8 agosto 2005 mi sorpresi a guardare il mio sangue arterioso che allagava l’asfalto, in una strada che non avrei saputo ritrovare neanche su una cartina.

Il cervello era saturo dell’incidente a cui ero appena scampato in perfetta lucidità, ma ogni dettaglio che lo componeva sembrava troppo spaventoso per essere vero.

L’unica certezza era la gravità delle mie condizioni.

Un’escoriazione partiva dal gomito sinistro, si estendeva su tutta la superficie del muscolo e si allungava fino al polso.

La t-shirt arrotolata sul torace scopriva una ferita sul costato sinistro. Era quasi rettangolare, una dozzina di centimetri per ciascuno dei lati lunghi. Si apriva all’altezza della penultima costola e scivolava sul fianco. Sul ginocchio destro, proprio nell’incavo della rotula, mancava un dito di carne. Il monte della mano destra, l’insieme di muscoli e nervi tra polso e attaccatura del pollice, era stato spianato. Al suo posto c’era un buco di carne grande quanto una moneta. Sui polpastrelli era cresciuta una selva di bolle giallastre.

Una ferita vagamente a forma di cuore dilaniava la gamba sinistra per una quarantina di centimetri. Scopriva parte dell’articolazione della caviglia e quasi tutto il malleolo esterno. Si allargava con l’ingrossarsi del polpaccio, scavalcava la tibia, raggiungeva lo spigolo inferiore della rotula. Tibia e perone biancheggiavano nella luce del pomeriggio insieme a fasce muscolari e nervi inzuppati di sangue.

Sul lato sinistro, al posto della porzione più larga del polpaccio c’era una spessa striscia di carne strappata. L’orlo dell’area maciullata era granuloso e irregolare. Sembrava il morso di uno squalo.

Dell’intera parte anteriore della mia gamba non c’era più niente, a parte alcuni grappoli di carne e pelle nerastra che penzolavano dalla ferita.


Questo è l’inizio di Dopo il lampo bianco di Silvio Bernelli, appena ristampato da Agenzia X, 143 pagine, 11,90 euro.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 29 febbraio 2016