Cani e ortiche

Franco Arminio



Sui fili dei nervi per anni come una rondine.
Ho vissuto dentro un cielo capovolto,
sempre qui e sempre lontano, sempre altrove.
Non ho mai veramente messo piede in questo paese,
non ci sono mai stato.
Sui fili dei nervi ad osservare le grandi nuvole
che arrivano da oriente.
Paese a bocca aperta contro il vento,
con il cuore pieno di neve.
La stessa nuvola che dimora qui di pomeriggio
nel mattino era a Sarajevo.
Terra senza alberi,
terra di grano che cresce sulle frane.
terra di accidia che alligna nelle piazze:
mezze anime contorte e verbose
rigano le sere coi loro graffi di saliva.
Qui di giorno e di notte mi luccicava dentro
la paura della morte,
con lei mi sono arrampicato a vedere i vermi
che hanno bucato l’anima delle cose.
Adesso è tutto come sfiatato,
perfino l’inclemenza dura poco.
Tra me e il mio paese è finita per sempre.
Non abbiamo più niente da dirci.
Pavese diceva che un paese ci vuole,
ma io questo paese non l’ho mai avuto,
non mi ha mai dato una mezz’ora
in cui mi ha tenuto tra le sue braccia.
La poesia è nata da qui, da questi alberi storti,
da questa torre disertata ormai pure dai corvi.
da questa piazza che è l’epilogo e l’ossario
delle forme.
Ormai esco poco, nego alla discordia
Il mio tributo. Esco quando c’è una bella luce,
ma proprio allora sento il buco,
sento che non c’è modo di raccogliere
questi cani con le vene piene di ortiche.
Vado per la mia strada,
per la mia strada senza uscita.
Ho dato fondo a ogni amarezza,
ma non mi basta, non mi basta ancora.
Voglio consumare l’interno universo,
bucarlo in questo punto, nel punto suo più duro.
Lo so, sotto non c’è niente,
né dio e neppure i morti,
non c’è neppure il niente a cui sembriamo appesi,
ma io insisto, deve esserci da qualche parte
il modo di parlare alle cose
di entrarci dentro e di farle entrare
dentro di noi, deve esserci una donna
che mi faccia sputare tutto il veleno
che mi ha dato il paese, una che a baciarla
resti appeso al cielo.








pubblicato da s.nelli nella rubrica poesia il 18 gennaio 2011