Plenum exiliis mare

Antonella Anedda



Plenum exiliis mare, infecti caedibus scopuli

 Tacito, Historiae

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Oggi penso a due dei tanti morti affogati
a pochi metri da queste coste soleggiate
trovati sotto lo scafo, stretti, abbracciati.

Mi chiedo se sulle ossa crescerà il corallo
e cosa ne sarà del sangue dentro il sale,
allora studio – cerco tra i vecchi libri di medicina legale di mio padre –
un manuale dove le vittime
sono fotografate insieme ai criminali
alla rinfusa: suicidi, assassini, organi genitali. Niente paesaggi solo il cielo d’acciaio delle foto,
raramente una sedia, un torso coperto da un lenzuolo,
i piedi sopra una branda, nudi.

Leggo. Scopro che il termine esatto è livor mortis.
Il sangue si raccoglie in basso e si raggruma 
prima rosso poi livido, infine si fa polvere
e può, sì sciogliersi nel sale.

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Estate 2014 (Questa poesia è stata pubblicata su “limes” n. 6, luglio 2015)








pubblicato da c.benedetti nella rubrica emergenza di specie il 13 settembre 2015