Per diverse ragioni: un’anteprima

Domenico Brancale



Foto di Alix Cléo Roubaud

Ricordamelo tu. A Parigi cercammo una tomba.
Nel cimitero Père-Lachaise cercammo una data.
Eravamo il segreto di un fiore.
Lo proteggemmo fino al suo nome maledetto.
Ci fummo. Non era solo. Tu, io, non ancora.
Era la morte che lo strinse due volte.
La finestra quella notte rimase spalancata.
Una donna spiccò il volo. Un’ala raggiunse la terra.
Come il relitto sulla spiaggia dei sogni.
Gridò due volte. Senza aprire bocca.
Gridò per te, per la creatura.
Un uomo raccolse il dolore.
Un uomo lo versò nel nostro silenzio.

Dimentica.

*

Te lo ricordo io. Un treno partì in orario.
La destinazione non era mai stata nostra.
Scegliemmo il tragitto più lungo. La distanza nella distanza.
Nessuna fermata nel raggio dello sguardo.
Partimmo per restare nell’altro. La partenza nella partenza.
Arrivare non è importante. Il luogo è dovunque qui.
Qui. Dove tutto è rimasto identico.
I profumi sono gli stessi. Chi li percorre?
Li percorriamo al contrario.
Senza memoria. Ciechi. Senza risposta.

No. Non riuscimmo a fermarlo il vento. Entrò nel passato.
Spazzò le foglie da ogni paesaggio. Spazzò i volti.
Entrò per restare. Un’ombra.

*

Estranei. I giorni non tornano.
Per diverse ragioni. Viviamo
dietro le palpebre di una persona.
Fuori resiste. Ostinato. Fuori limita.
Dietro viviamo.

Luce. Dentro.
Irrompe fino a dove ha ragione il buio.
«Poiché è incandescente. Poiché nessuno le resisterebbe».
Fuori è un perimetro svanito.
I corpi vagano. La mano in agguato.

Foto di Alix Cléo Roubaud








pubblicato da j.costantino nella rubrica poesia il 21 luglio 2015