Tsipras l’europeo

Giovanni Giovannetti



Due anni fa siamo andati a piedi da Mantova a Strasburgo per consegnare a Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, un documento sopra cui era scritto che a fronte del «nuovo totalitarismo di tipo economico e finanziario» che restringe «ogni cosa a un’unica dimensione, trasformando i cittadini europei in sudditi e pedine di un gioco che non sono in grado di comprendere» occorresse «dare vita in Europa a un nuovo continente sperimentale ancora capace di invenzione e visione» opposte a quella degli apprendisti stregoni del Fondo Monetario Internazionale, intenti a ridurre «ogni possibilità di partecipazione civile e di trascendenza e l’esercizio democratico a un rito di sola facciata».

Gesto casparhauseriano?, dannunziano?, fantozziano?, populista? Oppure consapevole esortazione, nel segno di Colorni, Rossi, Spinelli? 
Il successo del "no" al referendum greco voluto da Tripras è la migliore risposta alla paura, quella fomentata dalla grancassa neoliberista (la vera deriva, i veri antieuropei) che non per caso aveva tacciato di populismo proprio Tsipras, l’europeista.


Il popolo greco ha scelto democraticamente di sfilarsi dal triste giogo, riportando così le persone al centro dello spazio politico. Un segnale pazzesco. Una lezione di democrazia. Democrazia per tutti.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica democrazia il 5 luglio 2015