Un futuro

Lorenzo Declich



Schengen contro Dublino.

La Francia ha chiuso la porta di casa.

Migranti disperati sugli scogli, Ventimiglia.

Inviati speciali, elicotteri, forse anche droni.

Serve un piano europeo, dice Renzi.

Ma intanto l’Italia “ha perso le tracce” di 50.000 persone.

Sono sbarcate in Italia e non si sa dove sono, dove sono andate.

Un certo numero di esse le ritroviamo a Ventimiglia, appunto.

Si sono materializzate lì, prima non c’erano.

In questa contemporaneità fatta di “percorsi” non rintracciamo “strategie”.

Non realizziamo che il tragitto dal sud del nostro paese fino alla frontiera francese non è “un percorso” fatto una volta sola – come in un talent show – da un numero ristretto di migranti.

Non realizziamo che quello è un flusso, che quella strada i migranti la prendono da mesi, anni.

Ci accorgiamo del fatto solo perché il flusso è stato interrotto.

Non ci domandiamo cosa è successo e cosa non è successo nel tragitto.

(Il pezzo continua qui.)








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 14 giugno 2015