L’affare Vivaldi

alla Biblioteca Nazionale Marciana



Federico Maria Sardelli è un patrimonio della nostra cultura. Direttore d’orchestra, musicologo responsabile del catalogo vivaldiano (sa decidere se gli inediti di Vivaldi, che continuano a essere scoperti, sono autentici), firma della storica rivista satirica “Il Vernacoliere”, disegnatore e pittore.

Di recente ha pubblicato L’affare Vivaldi (Sellerio) un romanzo storico d’inchiesta, assolutamente appassionante: racconta le incredibili vicissitudini dei manoscritti vivaldiani. L’anziano Antonio Vivaldi, povero e ormai fuori moda, andò a cercare fortuna a Vienna, affidando gran parte dei suoi manoscritti al fratello Francesco: che fu bandito da Venezia per aver abbassato i pantaloni e mostrato l’inostensibile a un nobile cittadino (e il romanzo di Sardelli, per la prima volta, pubblica il documento con il bando; documento che è conservato proprio alla Marciana!). I manoscritti ricompaiono in Piemonte un secolo e mezzo dopo, trasportati su un carretto da letame (nessuna esagerazione romanzesca: è tutto vero), e poi nel solaio di un convento dei salesiani... Vivaldi nel frattempo è stato completamente dimenticato, nessuno sa più chi sia questo oscuro compositore veneziano... Finché il direttore della Biblioteca di Torino, Luigi Torri, coinvolge Alberto Gentili, primo docente italiano di Storia della Musica, nella caccia ai manoscritti... I dettagli sono irresistibili, sia quelli umoristici che quelli tristi: due famiglie offrono denaro in aiuto alla Biblioteca di Torino per acquisire i manoscritti, in memoria dei loro figli morti da bambini. Ezra Pound vorrebbe appropriarsene... Il fascismo da un lato si vanta di una nuova “gloria italica” annessa alla nazione, e dall’altro epura gli studiosi ebraici che ne sono gli artefici, e con le leggi razziali perseguita anche le famiglie che hanno finanziato l’acquisto...

Oggi pomeriggio avrò il grandissimo onore di presentare questo imperdibile romanzo, che è anche un tributo alle istituzioni sane, e agli eroi culturali di ieri e di oggi che vi lavorano: in questo caso un bibliotecario e un musicologo che, con ostinazione e contro tutte le avversità, sono riusciti a salvare un bene diventato di proprietà universale. Se oggi possiamo ascoltare un’enorme quantità di musiche di Antonio Vivaldi lo dobbiamo soprattutto a loro. [T.S.]

Qui di seguito, il comunicato stampa della Biblioteca Nazionale Marciana.


La Biblioteca Nazionale Marciana organizza, giovedì 4 giugno 2015, alle ore 17.00, nel Vestibolo della Libreria Sansoviniana, sua sede monumentale (Piazzetta San Marco 13/a, Venezia), la presentazione del volume: Federico Maria Sardelli, L’affare Vivaldi, Palermo, Sellerio, 2015. Saluto di Maurizio Messina, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana. Intervento di Tiziano Scarpa. Sarà presente l’autore.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

In un romanzo storico l’appassionante ricostruzione di un grande enigma culturale. La storia della discesa nell’oblio della musica di Antonio Vivaldi, e della sua travolgente riscoperta, tra il Settecento e l’Italia fascista.

«La storia della riscoperta dei manoscritti di Vivaldi è davvero andata così. Diversamente dalla frase che i romanzieri pongono di solito alla fine del loro lavoro, io devo invece assicurare che i fatti narrati sono realmente accaduti, e solo in pochi casi ho dovuto inventare. La concatenazione degli eventi, per quanto bizzarra possa sembrare, è dovuta alla storia». Se conosciamo Vivaldi quanto lo conosciamo oggi, oltre le Quattro stagioni, ciò è dovuto alle peripezie dimenticate – assurde, incredibili, comiche, cariche a volte di suspense, intricate come uno spettacolo drammatico e farsesco – che questo romanzo storico rivela. Il Prete Rosso, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria e indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Riemersero, seguendo vie accidentate e occulte, grazie al congiungersi dell’avidità di un vescovo salesiano e l’intelligente intuito di due studiosi appassionati, Gentili e Torri, musicologo dell’Università di Torino il primo, e direttore della Biblioteca Nazionale della città il secondo. Ma da questo momento in poi gli autografi del musicista veneziano dovettero passare nuove disavventure. Causa stavolta l’indifferenza dello Stato, l’odiosa idiozia antisemita del regime fascista, l’opportunismo e l’ingratitudine dei nuovi padroni dell’Italia. Federico Maria Sardelli è uno dei massimi esperti di Vivaldi, nonché scrittore satirico. Egli ricostruisce il destino delle carte del grande compositore seguendo due percorsi. Da un lato gli eventi successivi che le seppellirono nell’oblio dal 1741 alla riscoperta; dall’altro la caccia all’indietro che i due miti eroi intrapresero per recuperarle. E poi le vicende pazzesche legate al tentativo di renderle aperte alla fruizione pubblica. Con il triste epilogo. È un apologo, umoristico e tragico, della ben nota insensibilità dello Stato italiano verso i suoi patrimoni più nobili, e della sua ingratitudine. Ma vuole anche ristabilire una verità storica ed essere un tributo.
«Luigi Torri ed Alberto Gentili sono i veri eroi di questa vicenda. Se oggi conosciamo Vivaldi lo dobbiamo al loro alla loro intelligenza, al loro infaticabile sforzo».

Federico Maria Sardelli (Livorno, 1963) è membro del comitato scientifico dell’Istituto italiano Antonio Vivaldi e responsabile del Catalogo Vivaldiano. Direttore d’orchestra e flautista, con prime incisioni ed esecuzioni mondiali tra cui riscoperte e attribuzioni di opere vivaldiane, è un protagonista della rinascita del teatro musicale del Prete Rosso. Ha scritto La musica per flauto di Antonio Vivaldi (2002), e dirige la collana di musiche «Vivaldiana». Fumettista e autore satirico (Paperi in fiamme e Saggi di metafisica neorazionalista con un metodo sicuro per indovinare i gratta e vinci, tra le sue opere), collabora con «Il Vernacoliere» dall’età di 12 anni.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica annunci il 4 giugno 2015