L’amore secondo De Roberto

Andrea Amerio



Amaury-Duval, talentuoso discepolo d’Ingrès, racconta che in un aula del seminterrato alla scuola di belle arti c’era una donna nuda che posava di fronte a una quarantina di allievi intenti a ritrarla. "A un certo punto ella cacciò un urlo e corse a coprirsi".
Aveva scorto dall’abbaino la testa di un operaio chino a guardarla.
Alla Apice libri, piccola casa editrice di Sesto fiorentino, il merito di aver da poco riportato alla luce nella collana Marginalia il saggio di Federico de Roberto L’Amore. Fisiologia - psicologia - morale, originariamente pubblicato a Milano per l’editrice Galli nel 1895 e da allora mai ristampato. Firma la prefazione (non la curatela del testo) Antonio di Grado, professore ordinario di Letteratura italiana dell’Università di Catania e direttore scientifico della Fondazione Leonardo Sciascia designato dallo stesso scrittore (a Racalmuto l’anno passato abbiamo avuto occasione di visitarla durante il cammino siciliano che alla fine ha visto nascere la Repubblica Nomade, ora in cammino in Sardegna, verso Cuncordu). Autore del saggio Anarchia come romanzo e come fede e tra i massimi conoscitori dell’opera di De Roberto, curatore di La paura e altri racconti di guerra (e/o 2014) (il racconto eponimo di de Roberto è uno dei vertici della narrativa italiana di trincea, qui - e stesso titolo per un altro fondamentale romanzo sulla prima guerra mondiale di Gabriel Chevallier), Di Grado introduce alla lettura di questo saggio bizzarro, umorale, strutturato in nove lunghi capitoli pieni d’intuizioni, alcune caduche (come le complicate formule ed equazioni matematiche per definire l’amor muliebre dall’amor sensuale), altre folgoranti: ulteriore tassello verso la piena conoscenza di quest’autore dalla ricca disponibilità di opere in rete (merito del progetto liber liber) e oggi avvicinabile sotto nuova luce soprattutto grazie alla pubblicazione del vastissimo, monumentale, epistolario con Ernesta Valle (2132 pagine!): Si dubita sempre delle cose più belle. Parole d’amore e di letteratura a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla (Bompiani 2014).
Quanto fu ossessionato dallo studio dell’amore e dalla erotologia? De Roberto studia, notomizza, spazia, s’erudisce. Il materiale è immenso, e ne caverà gli apologhi amorosi di Gli amori del 1898, nato dal materiale rielaborato in questo saggio dove c’è tanto "positivismo" (Lombroso, Ferrero, Sergi, Mantegazza e istinto sessuale da Delboeuf, Tillier, Darwin, Brehm, Audubon, Walsh, Fouillée, Brooks, Blochmann, Kraft-Ehbing, Espinas) ma dentro una visione tutt’altro che positiva o ottimistica, fatta di rigore analitico (caduco) e ferocia (attualissima). Zoologia (armadilli e scimmia Rhesus) ed etnografia (Lapponi, Caffri, Russi, Aztechi). E poi tanta letteratura e filosofia: Il giglio nella valle di Balzac (p. 110); Pascal, Chamfort, Schopenauer, Senancour, il Tolstoj della Sonata a Kreutzer. Michelet, Sand, Valmore, Tennyson. Mirabeau, “brutto come Satana” ma amato dalla marchesa le Monnier e Flaubert che se la prende con Leconte de Lisle perché non vuol andare a puttane. E non accetta la sua “repugnanza” non solo perché “l’immortale autore dell’educazione sentimentale non la provava, ma non la approvava neanche negli altri”, “giudicando anzi che la prostituzione come tutte le grandi miserie, deve offrire un profondo interesse morale allo studioso della vita" (p. 296).
Sono molte le pagine impresentabili di questo saggio, per maschilismo e per preconcetto (l’irredimibile "perdizione" delle prostitute) ma al netto degli assolutismi scientifici ed estetici del suo tempo De Roberto intuisce l’amore come correttivo della separazione dell’individuo diviso: come “tendenza invincibile a una fusione impossibile” (p. 265). “Così senza versi e senza rime voi dite alla persona amata: “C’est la pierre philosophale, | De n’être qu’un quand on est deux” (p. 178).
La citazione è dal drammaturgo e poeta del diciassettesimo secolo Jean Desmarets de Saint-Sorlin ma bisogna saperlo o cercarselo perché purtroppo, e ben più risaputo, tempi, denari e mercato dei piccoli editori vieppiù s’assottigliano (nulla toglie alla meritoria impresa il fatto che qualche nota in più non avrebbe guastato).

Federico de Roberto, L’Amore. Fisiologia - psicologia - morale, Apice Libri, Sesto Fiorentino 2015, 410 pp., euro 18,50.








pubblicato da a.amerio nella rubrica libri il 3 giugno 2015