Appunti sparsi in corso di lettura su “L’invenzione della madre” di Marco Peano #1

Maria Cerino



È un’invenzione, la madre – lo sono la nonna, il fratello, l’amante, il cugino e il fratello dell’amico – in fase terminale. È l’equivalente di una gravidanza e stanno tutti lì a guardare la donna incinta dando come certo quel bambino che c’è e non vedono se non nella mutazione del corpo di chi lo ospita. Chi assiste un malato, e capita a volte al malato stesso, deve credere nella malattia e definirla in ogni suo spostamento. E cambiare tutto creando scenari nuovi: il letto con le sbarre, il materassino antidecubito, i pannoloni – che sono sempre più grandi del necessario persino per quel corpo prima che diventasse guasto, come se si ci aspettasse di crescere il proprio bambino – e le traverse.

Il Mattia di Marco Peano spiega di cosa parliamo quando parliamo di morte e ciò che meglio dice – nella sua fermezza analitica – è che la malattia, come una madre, è un luogo in cui possiamo prender posto tutti.








pubblicato da m.cerino nella rubrica libri il 6 maggio 2015