Nonna materia #3

Testo e immagini di Maria Cerino



A volte ha una coda che le corre intorno, le misura il perimetro arrampicandosi solo con la punta leggera degli artigli. Guarda il gatto che le passa addosso come una malattia, e il gatto le dorme accanto e il gatto le cerca la crema di cornetto nella bocca aperta. Poi scende, va via, se la lascia alle spalle e lei muove le pupille finché c’è l’ombra che le indica la luce e il giallo che è una sottrazione, è tutto quello che non può vedere perché è tutto ciò che vede, diventa una consolazione, il ritorno a casa dopo che immobile ha cercato il gatto fuggito, impallidita. Il giovane ancora le dice nonna. Il giovane per scherzare le dice mamma ma poi quando le toglie la crosta tra i capelli la fa figlia. E le ripete il nome, più urgente di tutto ricordarsi di sé, materia. È tutta lingua, l’anima. Gira e rigira a cercare il corpo, il corpo tuo che tutto le deve: l’acqua, il pane, lo zucchero di cannella. L’attorciglia, e la bagna quando la fame è piccola, di abitudine vecchia e ti chiama con quella lingua bianca di medicina trascinandoti vicino vicino con una caramella.








pubblicato da m.cerino nella rubrica portfolio il 12 marzo 2015