Gli anni al contrario di Nadia Terranova

Teo Lorini



Pubblicato un po’ in sordina da Einaudi e cresciuto rapidamente grazie al passaparola dei lettori e a recensioni sempre più entusiaste, Gli anni al contrario è forse il romanzo più bello che abbiamo letto negli ultimi mesi. L’ha scritto Nadia Terranova, una messinese di 36 anni, ma non si tratta di un’opera prima. La sua autrice ha infatti esordito componendo libri per ragazzi. Chi scrive l’ha conosciuta attraverso Bruno, il bambino che imparò a volare, uno splendido volume (Premio Napoli 2012) che racconta con parole e immagini la storia e il mondo di Bruno Schulz, l’autore delle Botteghe color cannella. E proprio dei bambini ci vengono in mente pensando ai personaggi di Gli anni al contrario. Certo Aurora e Giovanni crescono, nel corso del libro, si sposano, hanno una figlia, compiono scelte diverse, si allontanano… Ma il modo delicatissimo con cui Nadia Terranova li racconta svela in loro una fragilità infantile, di creature indifese contro un mondo troppo feroce.
A cominciare dalle famiglie.
Quella di lei è conservatrice e patriarcale. Figlia dell’ultrafascista direttore delle carceri di Messina, Aurora vede nello studio, rubato a ogni ora come una trasgressione, il modo per strapparsi a un’educazione che la fa sentire peso, occasione mancata, fastidio.
Giovanni invece è il figlio del progressista avvocato Santatorre, ma sebbene la tradizione cui appartiene sia quella del PCI, anche lui vuole fuggire e lo fa contestando il partito da sinistra. Siamo nel ’77 e mentre il mondo cambia lontano da quella provincia inerte come una palude, frustrante come una sconfitta, Giovanni si butta in Servire il Popolo.

I due si incontrano all’università, insperata conquista per Aurora e per Giovanni passaggio scontato, noia da ingannare. Quando si innamorano e scoprono di aspettare un figlio, il lettore immagina subito l’urto di quelle due famiglie così opposte. Ma resterà sorpreso. Nadia Terranova è scrittrice di razza e di cuore: i suoi sono personaggi e non figurine. La verità è che Giovanni e Aurora qualcosa in comune ce l’hanno: sono figli ignorati dai padri, anche nelle ribellioni. E infatti i genitori incoraggiano quell’unione, sperando entrambi che gli sposi si compensino a vicenda delle mancanze e delle infelicità ereditate dalle rispettive famiglie. Persino l’appartamento (affittato da papà Silini) in cui vanno a vivere Aurora e Giovanni ha qualcosa di infantile, e infatti lo battezzano “la casa in miniatura”. Lì nasce Mara, una bimba dagli occhi profondi, così indagatori da spaventare persino i nonni. Sarà lei il collante delle vite inconciliabili dei suoi genitori-bambini, i quali cominciano prestissimo ad allontanarsi: se ad Aurora tocca accantonare lo studio, a Giovanni non resta che constatare quanto vaghe e velleitarie siano le sue aspirazioni rivoluzionarie. Intanto la Storia passa correndo, su uno sfondo sempre troppo lontano. Tra speranze destinate al fallimento, ambizioni mancate, sconfitte, abbandoni e tradimenti, il decennio del piombo e dell’eroina, dell’Aids e del Riflusso fagociterà anche Aurora e Giovanni, lasciando proprio Mara a riannodare i fili della loro storia.

Nadia Terranova ce la racconta con una prosa che è un prodigio di sintesi e che coglie gli slanci e i tormenti di un’epoca risparmiandoci le noiose ricostruzioni di chi deve dimostrare di aver fatto i compiti, o i personaggi-monolito (il Giudice, il Terrorista, lo Sbirro ecc…), meri portatori di dicotomici Principi, da cui è afflitta molta narrativa italiana sugli Anni di Piombo. In Gli anni al contrario, invece, ci sono persone di carne e sangue, narrate senza sconti e assieme con tenerezza, da un’autrice che è giovane ma che sorprende per la forza della sua scrittura e per il pudore straordinario con cui affronta snodi strazianti senza teatralità o enfasi, bensì con trattenuta, umanissima pietà.


Nadia Terranova, Gli anni al contrario, Einaudi, pp. 152, € 16.
Qui uno speciale sul libro.
Qui un estratto con il primo capitolo.








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 2 marzo 2015