Viva i libertari

Fabrizio Tassi



Voglio condividere qui questa breve, bella riflessione apparsa oggi su Facebook.
(S. B.)

Chissà cosa pensi, Charlie-Charb, di questo spettacolo (sono certo che gli atei intelligenti come te godano di un posto in prima fila...). Due giorni dopo il tuo martirio in nome della libertà d’espressione, è tutto un susseguirsi di articoli, dichiarazioni, proclami, "Je suis Charlie".
Chissà se ripensi a quei giorni in cui vi definivano razzisti e provocatori. Tutti (quasi tutti). Da destra a sinistra. Molti di quelli che oggi vi eleggono a bandiera, allora vi attaccavano pesantemente o vi facevano la predica su ciò che si può o non si può dire, scrivere, disegnare.
D’altra parte alcune di quelle famose vignette (e molte altre prodotte negli anni) erano idiote e anche un po’ insulse. Ma chi se ne frega. Era vostro diritto pubblicarle ed era nostro dovere difendere il vostro diritto.
Era vostro diritto anche sostenere Oriana Fallaci nella sua crociata, quando "La rabbia e l’orgoglio" uscì in Francia (che sconquasso tra lettori e redattori, e infatti un po’ vi siete pentiti e avete fatto marcia indietro). Ecco un’altra cosa che in tanti fanno finta di non ricordare, perché è sempre più facile vedere tutto bianco o tutto nero, la complessità è complicata da vivere e pensare.
A semplificare le cose ci pensano i terroristi e i fondamentalisti, che ti costringono a stare di là o di qua. Gente che non conosce la propria religione, perché non riesce a guardarla con gli occhi di un altro (anche di un ateo), e quindi non la vive fino in fondo, consapevolmente, come scelta, invece che come destino, indottrinamento, sopraffazione; gente che odia il mondo in cui vive e invece di provare a cambiarlo cerca di distruggerlo.
Beh, caro Charlie, sai cosa ti dico? Viva i libertari come te, perché solo dentro questa libertà (che ognuno è libero di usare bene o male) si può pensare di trovare un senso, un’etica, una qualche verità non imposta ma meditata, il coraggio del dubbio, la fatica di mettere in discussione ogni cosa (anche il senso di quella libertà). E viva l’Islam, i tesori spirituali prodotti da questa cultura, le tante belle persone che ci credono e che ho avuto la fortuna di incontrare, il messaggio di pace che questa religione porta con sé e che tanti, troppi fingono di non vedere per questioni di potere, convenienza, semplificazione di una realtà inevitabilmente complessa.








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 9 gennaio 2015