Mio figlio era come un padre per me

I Fratelli Dalla Via al Teatro Elfo Puccini



Teatro Elfo Puccini da mercoledì 7 a mercoledì 14 gennaio
Orari: mar-sab 19:30 / dom 15:30
• Durata: 60’
• Prezzi: posto unico € 15

La prima generazione ha lavorato.
La seconda ha risparmiato.
La terza ha sfondato.
Poi noi.

C’è una bella casa, destinata a diventare casa nostra. È qui che abbiamo immaginato di far fuori i nostri genitori. Per diventare noi i padroni. Non della casa, padroni delle nostre vite. Niente armi, niente sangue. Un omicidio due punto zero. Fuori dalle statistiche, fuori dalla cronaca, un atto terroristico nascosto tra le smagliature del quotidiano vivere borghese.
Il modo migliore per uccidere un genitore è ammazzargli i figli e lasciarlo poi morire di crepacuore. Era il nostro piano perfetto. Poi è arrivata la crisi, a rovesciarci addosso lo specchio del nostro benessere. Alimentazione, sport, lavoro, affetti, infine la morte, tutto risponde ad un’oscillazione bipolare tra frenesia e stanchezza.

Di e con Diego e Marta Dalla Via
scene e costumi Diego e Marta Dalla Via
partitura fisica Annalisa Ferlini
datore audio e luci Roberto Di Fresco
assistente di produzione Veronica Schiavone

Spettacolo vincitore Premio Scenario 2013
Motivazione della Giuria:

“Con ironia raggelante e a tratti con punte di cinismo il lavoro affronta la tragica questione del suicidio, come scelta estrema compiuta da innumerevoli imprenditori colpiti da crisi economica. Raccontando la storia di una ricca famiglia del nord est italiano si traccia una sorta di cupa parabola sul conflitto generazionale. Due fratelli – che sono fratelli anche nella vita, Marta e Diego Dalla Via – architettano l’omicidio dei genitori. Ma “uccidere i propri padri” sembra un atto impossibile dal momento che questi hanno deciso di farla finita, lasciando in eredità assenza di futuro e consumo del passato. Con uso intelligente dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda estrema, ma allo stesso esemplare, in cui il senso di colpa tra le generazioni pare innescare un processo autodistruttivo che lascia poche vie di fuga.”








pubblicato da t.scarpa nella rubrica locandina il 5 gennaio 2015