Ancora Camus

Antonio Moresco



Ho riletto il terzo volume dei Taccuini di Camus (traduzione di Ettore Capriolo) e mi sono accorto che – in questa nuova lettura che segue di diversi anni quella precedente – mi hanno colpito altri brani che prima non avevo notato. Ne ricopio alcuni. (A. Moresco.)

“Accettare l’esistente è un segno di forza? No, implica infatti la sottomissione. Lo è invece l’accettare ciò che è stato. Nel presente, la lotta.”

“Restano un essere unico coloro che, nel momento voluto dalle loro stesse forze, scelgono la separazione.” Hölderlin, La morte di Empedocle

“Qualsiasi cosa affermi, il secolo è alla ricerca di un’aristocrazia. Ma non s’accorge che per averla gli tocca rinunciare all’obiettivo che apertamente si prefigge: il benessere. Non esiste aristocrazia che non sia del sacrificio. L’aristocratico è prima di tutto colui che dà senza riserve, che rende servizio.”

“Che cosa aggiunge l’amore al desiderio? Qualcosa di inestimabile: l’amicizia.”

“Nel profondo di me stesso, la solitudine spagnola. L’uomo non ne esce che per qualche istante, poi fa ritorno alla propria isola. In seguito (a partire dal 1939) ho cercato di mettermi in pari, ho ripercorso tutte le tappe dell’epoca. Oggi non ce la faccio più – e la mia solitudine trabocca di ombre e di opere che appartengono soltanto a me.”

“Se dovessi morire stasera, morirei con una sensazione orrenda, che mi era ignota e che tuttavia stasera mi fa soffrire. La sensazione che io abbia aiutato e aiuti tuttora molte persone – e che nessuno venga in aiuto a me.”

“Secondo Melville, i remoras, pesci dei mari del Sud, nuotano male. E’ per questo motivo che la loro unica possibilità di procedere consiste nell’aggrapparsi al dorso di un grosso pesce. Immergono una specie di tubo nello stomaco di uno squalo, pompano da esso il loro nutrimento e si propagano senza far nulla, vivendo della caccia e degli sforzi della fiera. Sono gli usi parigini.”

“Tutti e tutte addosso a me, per distruggermi, reclamando senza sosta la propria parte e senza mai, assolutamente mai, tendermi la mano, venirmi in aiuto, amarmi insomma per ciò che sono e perché rimanga ciò che sono. Considerano illimitate le mie energie e pensano che dovrei distribuirle tra loro e farli vivere. Ma io ho investito tutte le mie forze nella passione estenuante del creare e per il resto sono il più disarmato e il più bisognoso degli uomini.”

“Chi testimonierà per noi? Le nostre opere. Ahimé! Chi allora? Nessuno, nessuno tranne quei nostri amici che ci hanno visto in quell’attimo del dono in cui il cuore si consacra interamente a un altro. Insomma, quelli che ci amano.”

“Ogni società, e la letteratura in particolare, tendono a far vergognare i propri membri delle loro virtù estreme.”

Tolstoj, dopo la morte del fratello: “E ho imparato in trentadue anni di esperienza che la nostra situazione è davvero spaventosa… Arrivato al più alto grado di sviluppo, l’uomo si rende conto con estrema chiarezza che ogni cosa non è che menzogna e stupidità e che la verità, che lui ama più di tutto, è terribile.”

“La sola forma di aristocrazia è il popolo. Tra i due c’è il nulla. Questo nulla, che è la borghesia, cerca da 150 anni di dare una forma al mondo e ottiene soltanto un niente, un caos che ancora sopravvive solo per le sue antiche radici.”

“Ogni società si fonda sull’aristocrazia, perché essa, se è tale, è esigenza nei confronti di se stessa, e senza questa esigenza ogni società muore.”

“Questo mondo si agita tanto, come un verme tagliato a metà, solo perché ha perduto la testa. Cerca i suoi aristocratici.”

“La democrazia non è la legge della maggioranza, ma la protezione della minoranza.”

“Dante ammette che alcuni angeli siano rimasti neutrali nella disputa tra Satana e Dio. Li mette nel vestibolo del suo Inferno (…quel cattivo coro/ degli angeli che non furon ribelli/ né fur fedeli a Dio, ma per sé foro./ Caccianli i ciel per non esser men belli,/ né lo profondo inferno li riceve,/ che alcuna gloria i rei avrebber d’elli.).

“Le opere più grandi di tutto il mondo, pur parlando delle cose più diverse, ci raccontano di fatto la loro nascita.”

“I pesci volanti si costruiscono il nido negli abissi per proteggere le loro uova.”

“I calamari delle profondità, contrariamente a quelli di superficie che secernono una specie d’inchiostro, emettono una nube luminosa. E in questa luce si nascondono.”

“Le fiamme del ghiaccio coronano i giorni; dormi nell’immobile incendio.”

Ritorno. Kairouan. La tempesta. Impulso irresistibile di gettarmi in acqua. La solitudine e l’abbandono dell’uomo solo nei flutti scatenati dietro la nave che prosegue la sua rotta.”








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 26 settembre 2012