Ho intervistato la radio

Tiziano Scarpa



Il 6 ottobre 1924 la prima trasmissione radiofonica italiana. Per il novantesimo compleanno della radio, ho scritto e recitato in diretta, su Radio3, un’“intervista impossibile”.
La radio era impersonata da Manuela Mandracchia.
La trasmissione era a cura di Lorenzo Pavolini.
Si può ascoltare qui.
Qui sotto, invece, potete leggere una parte del copione.


IO: Fra tutte le cose nuove che ha inventato nella sua vita… Mi dica quella che la rende più orgogliosa.

LA RADIO: Le radiocronache!

IO (deluso): Ah.

LA RADIO: È una risposta deludente?

IO: No, è che ultimamente, il calcio, non lo sopporto più. Ce n’è troppo.

LA RADIO: Ma anch’io, quando le ho inventate, pensavo che sarebbero dilagate al di là dello sport.
Speravo di fare radiocronache di qualunque cosa.
Descrivere tutto, sempre, dovunque, in ogni momento.
Un vulcano che erutta: radiocronaca della lava, il percorso della roccia liquefatta, un albero s’infiamma, una foresta evapora…
Il percorso di un fulmine, radiocronaca al rallentatore… La moviola del lampo, frasi saettanti principali e subordinate, ramificazioni elettriche del discorso…
Il volo nuziale dell’ape regina, dal nostro inviato nell’alveare…
Le radiocronache!
Invece me le hanno confinate dentro le partite.
Negli stadi. Nei campi di calcio. I campi di concentramento delle frasi.
I lager delle parole!
Hanno preso le parole e le hanno chiuse dentro uno stupido logodromo…

IO: Eh?

LA RADIO: Non avevi studiato greco a scuola?

IO: È passato tanto tempo…

LA RADIO: Logodromo! Lo stadio dove si fanno correre le parole. Frasi che scorrazzano su e giù, per tutto il terreno di gioco, ma ben chiuse fra parentesi.

IO: Perché fra parentesi?

LA RADIO: Le parentesi dello stadio. Curve enormi di calcestruzzo, punteggiature di pietra…

IO: E dove voleva farle andare, le radiocronache?

LA RADIO: Dappertutto! Su e giù per il mondo. Su è giù per le frasi, fra le parole!
Se ci pensa, tutto quello che diciamo è la radiocronaca del nostro pensiero. La radiocronaca del linguaggio!
(prende un tono da radiocronista, molto concitata) Ed ecco il soggetto che riceve verbo a centrocampo, salta in dribbling un aggettivo avversario, gli ruba un complemento oggetto, intervento scorretto, sintassi, sintassi!
L’arbitro fischia, errore di grammatica, punizione dal limite dei duepunti: si dispone accuratamente una barriera di avverbi, la frase prende la rincorsa, preposizione… articolo… nome…
(esaltata) Senso! Senso!
Passa in vantaggio la frase di casa!
Un significato a zero!








pubblicato da t.scarpa nella rubrica teatro il 10 ottobre 2014