«Questi bisogna eliminarli fisicamente»

Tiziano Scarpa



Quando abbiamo avviato la rubrica Condividere il rischio intendevamo segnalare casi di coraggio civile e situazioni pericolose in Italia e altrove. In questi giorni dobbiamo tornare a segnalare le minacce, e non solo le minacce, subite da uno di noi, Giovanni Giovannetti.

Un’ennesima querela, questa volta per aver definito “mafioso” un condannato a 18 anni di carcere come capo della ’Ndrangheta in Lombardia… E poi la pubblicazione delle agghiaccianti intercettazioni telefoniche fra politici, criminali e un imprenditore locale che fece seguire Giovanni da un investigatore privato. Si riferiscono ai mesi del 2012-2013 in cui Giovanni e altri oppositori subirono irruzioni, incendi di auto e case, croci disegnate sulle porte...:

«Questi bisogna eliminarli fisicamente»

«Gliela faremo venire la paura»

Leggetele, troverete un’altra storia di ordinaria sconcezza nell’Italia dell’abuso, delle campagne elettorali finanziate da chi rovescia sulle nostre città tonnellate di calcestruzzo e corruzione. Sembra una storia di rilevanza locale, ma è una delle cento storie italiane di crimine politico-imprenditoriale, del Nord e del Sud, contro chi fa giornalismo d’inchiesta rendendo pubbliche le scorrettezze, la speculazione, il malaffare, il marciume politico che paghiamo tutti senza saperlo o facendo finta di non saperlo, che rende ciascuno di noi –io, tu che mi leggi, tua madre, tuo figlio– più povero e più triste.

La serie di articoli che ricostruisce l’intera vicenda si trova nel blog di Giovanni Giovannetti DireFareBaciare.


Ecco una sintesi (qui l’articolo completo) che mette in fila gli avvenimenti a cui si riferiscono le intercettazioni di quei giorni, in cui, tra l’altro venne incendiato il seminterrato della casa di Giovanni e bruciati libri della casa editrice Effigie:

– La notte del 16 febbraio 2012 “ignoti” distruggono a picconate le vetrate della sede di Insieme per Pavia in via Ferrini.

– Il 17 maggio 2012 sul blog Direfarebaciare viene lasciato questo messaggio: «Stanotte è morto un mio amico. Siate più buoni. Non fate che qualcuno desideri danzare sulle vostre tombe».

– Il 14 novembre 2012 “ignoti” disegnano croci nere a morto all’ingresso dell’ufficio dell’avvocato Maurici. Cancellate, tre giorni dopo sono nuovamente disegnate.

– Il 14 dicembre 2012 “ignoti” danno fuoco all’auto del consigliere comunale di Insieme per Pavia Walter Veltri.

– La notte tra il 16 e il 17 dicembre 2012 “ignoti” entrano in casa di Giovanni Giovannetti (al momento assente), staccano i quadri dalle pareti e aprono cassetti, senza tuttavia rubare nulla. Un chiaro avvertimento.

– La notte tra il 30 e il 31 dicembre 2012, “ignoti” danno fuoco alla casa di Giovannetti. Distrutto il seminterrato. Solo il pronto intervento dei Vigili del fuoco evita il peggio. Non si riscontrano altri incendi dolosi di abitazioni private nella recente storia di Pavia.

Interrogata in Procura il 25 febbraio 2013, Elena Soncini (persona assai vicina al Maestri) sulle croci a morto per Maurici, riferisce quanto segue: Maestri disse a Manna: "hai visto che bel lavoro abbiamo fatto? …che bravi siamo stati? Così vediamo se la finiscono di romperci i coglioni”. Manna annuì sorridendo, facendo intendere di comprendere il discorso di Maestri». Dopo alcuni giorni la Soncini viene nuovamente sentita poiché a conoscenza di altri atti di intimidazione, commissionati dal Maestri al Manna, verso Veltri, Giovannetti e la Brendolise (quest’ultima per il parere negativo espresso in ordine all’edificazione di Punta Est), che, a loro parere, li stavano danneggiando. In particolare, riferisce che il Maestri le aveva confidato di aver commissionato a Ciro Manna degli “atti intimidatori” verso chi (Giovannetti, Maurici e Veltri) lo stava danneggiando nelle sue attività imprenditoriali: «Spesso lo stesso Manna commentava il fatto che non sapevano contro chi si erano messi e che prima o poi lo avrebbero fatto picchiare se non avesse smesso di scrivere contro di lui (Giovannetti)»; e aggiunge: «Mentre Maestri stava leggendo l’articolo della “Provincia Pavese” mi disse che le croci ai danni di Maurici le aveva fatte fare sulle porte e sulle targhe dello studio anche dove c’era il nome della figlia. Non ricordo esattamente le parole ma disse anche che se dette croci fossero state pulite le avrebbe fatte rifare». Cosa che effettivamente avvenne. Secondo gli inquirenti, si rende evidente «la determinazione di Maestri/Manna di “eliminare” con qualsiasi mezzo i loro detrattori, senza escludere il ricorso alla violenza».








pubblicato da t.scarpa nella rubrica condividere il rischio il 25 settembre 2014