17 preghierine per una nuova vita

Antonio Moresco



13 Anitra

Oh, anitra, anitra, o meglio papera, paperina che scivoli senza fare rumore sul filo dell’acqua e dell’orizzonte, muovendo là sotto le tue invisibili e buffe zampette palmate, tu sei l’animale che io amo di più. Ci sono stati degli anni in cui, quando non ce la facevo a portare il mio peso, quando proprio me la vedevo brutta e poteva succedermi da un momento all’altro qualsiasi cosa, l’unica idea che mi veniva in mente per salvarmi era poterti guardare. E allora uscivo improvvisamente di casa e camminavo e camminavo attraverso la città, fino ai giardini di Porta Venezia dove c’erano alcune papere che si spostavano col corpo immobile lungo un piccolo corso d’acqua, silenziose, tranquille. Io mi sedevo ai bordi di quel rigagnolo, su un tronco tagliato, e restavo a guardarle per ore e ore, finché qualcosa dentro di me, poco per volta, si allentava. Renata -che conosceva questo mio paperesco amore- mi aveva regalato un’anitra di legno, che tenevo vicino a me nella camera dove dormivo e scrivevo. Ce l’ho ancora, è qui anche adesso, non me ne sono mai separato. E’ anche a lei che rivolgo questa mia preghierina: Oh, papera, paperina che scivoli senza fare rumore sul filo dello spazio e del tempo, insegnami la tua concentrazione e la tua compostezza, insegnami la tua tranquillità e la tua eleganza, la tua silenziosa vicinanza al mondo e la tua distanza.


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pubblicato da a.moresco nella rubrica poesia il 7 gennaio 2011