21 preghierine per una nuova vita

Antonio Moresco



Questo piccolo libro nasce da un incontro magico tra me e un pittore, che è anche amico: Giuliano Della Casa.

Giuliano è un pittore che dipinge con la sapienza di un maestro antico e con lo scatto e l’ingenuità di un bambino. Nelle sue immagini c’è sempre qualcosa che sorprende e che spiazza ed è per me una gioia vedere cosa riesce a combinare ogni volta con un pennello e un po’ d’acqua sporca.

E’ un artista che lavora ascoltando Cimarosa e Rossini a tutto volume ed è un uomo generoso e pantagruelico. Come se non bastasse, è un possente bevitore di lambrusco e un cuoco formidabile, come ho sperimentato spesso nella sua casa di Modena, che poi è andata a fuoco. Io l’ho conosciuto dopo l’uscita del mio primo libro e, da allora, mi ha regalato tre copertine e le illustrazioni di un libro di favole.

Siamo molto diversi l’uno dall’altro ed è forse proprio per questo che ogni tanto ci viene voglia di incrociare le nostre strade.

Questo nuovo incontro è nato così:

Bruno Marcucci, gli allievi e gli insegnanti di Grafica Editoriale e Tecniche Incisorie della Scuola del Libro di Urbino hanno chiesto a Giuliano alcuni dipinti per farne uno dei loro meravigliosi libri artigianali. Lui ha pensato di dipingere degli animali e ha chiesto a me di accompagnarli con delle frasi.

Io non ho voluto scrivere delle frasi qualsiasi, mi è venuto in mente di rivolgere a questi animali delle piccole preghiere che avessero qualcosa a che vedere con il mio attuale stato d’animo - ma forse non solo mio - e con il passaggio che sta di fronte alla mia vita di scrittore e di uomo.

Gli animali compresi negli splendidi libri numerati messi al mondo dai ragazzi di Urbino sotto la guida dei loro insegnanti erano otto. Ma Giuliano ne aveva dipinti diciassette e a tutti diciassette io avevo rivolto le mie preghierine. Poi, non contenti, ne abbiamo aggiunti altri quattro e qualche volta era Giuliano che dipingeva l’animale che piaceva a lui e io gli rivolgevo la mia preghierina, qualche altra volta era io che gli dicevo: “Giuliano, fammi questo, fammi quello!” Perché avevo voglia di rivolgere a quel certo animale una preghierina.

Non lo so come si possa definire questa strana cosa piena di bellezza, di allegria e di profonda tristezza. Prendetela come un piccolo libro di preghiere che possa dare un po’ di forza in questi tempi che sembrano senza speranza, un piccolo talismano per i momenti di buio e in attesa di quelli di luce.

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Puoi prenotare e acquistare il libro qui, o presso la Tenda dei Libri del Festival della letteratura di Mantova.








pubblicato da a.amerio nella rubrica libri il 4 settembre 2014