’Ndrangheta padania

Giovanni Giovannetti



Desio come Pavia? Nella cittadina brianzola, il locale coordinatore Pdl Natale Marrone (cugino dei fratelli Marrone, indagati per ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco) aveva chiesto al boss ’ndranghetista Pio Caldeloro di "punire" l’ex assessore nonché dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Rosario Perri. Caldeloro rifiuterà solo perché «Perri è appoggiato da persone di evidente rispetto». Perri non pare uno stinco di santo (Saverio Moscato a Giuseppe Sgrò: «quell’altro prende un sacco di soldi... prende pure i soldi, Perri», soldi che a quanto pare Perri nascondeva nelle tubature di casa).
Nell’inchiesta "Infinito", dalle parti di Desio ritroviamo coinvolti anche il presidente del Consiglio comunale Nicola Mazzacuva, il presidente dell’Asl di Monza Pietrogino Pezzano e il consigliere regionale Massimo Ponzoni, già socio di Rosanna Gariboldi nella fallimentare immobiliare "Il Pellicano" (e indagato per bancarotta fraudolenta).
Perché cito Desio? Perché a Desio non abitano né un Pino Neri né uno come Carlo Antonio Chiriaco, e nessun assessore risulta indagato. Eppure, al locale segretario della Lega nord, il vicesindaco Ettore Motta, sono bastate le intercettazioni per ritirare il proprio mandato alla maggioranza chiacchierata. E afferma: «Se i vertici del partito ci avessero obbligati a rimanere al nostro posto, se fossimo restati un giorno in più in questa maggioranza avremmo riconsegnato le tessere al partito. Di sicuro non potevamo essere complici di questo sistema». Parole nobili, confortate dalla coerenza dei fatti.
E Pavia? Evidentemente a Pavia i lumbàrd la vedono in altro modo e hanno scelto di rimanere «complici di questo sistema». Certo, a Desio non figurano legaioli coinvolti, mentre a Pavia ha destato scalpore e vasta eco nazionale quel flirt tra Neri e "mister 18.910 preferenze" alle ultime Regionali, il leghista Angelo Ciocca (cugino dell’assessore all’Urbanistica Fabrizio Fracassi - Lega nord) che avrebbe negoziato con l’avvocato calabrese l’acquisto di un lussuoso appartamento in centro, a un prezzo singolarmente vantaggioso. L’affare non si farà. Resta il fatto che i due si conoscevano, come documenta un video della Polizia, che riprende Ciocca in compagnia di Neri, Antonio Dieni (imprenditore edile di Sant’Alessio, anche lui tra gli indagati) e Rocco Del Prete, l’uomo delle cosche alla cui candidatura alle recenti Comunali «si era interessato anche Ciocca»; l’assessore provinciale e futuro consigliere regionale che, in una intercettazione del 22 giugno 2009, il capo della ’Ndrangheta lombarda confidenzialmente chiama «Angelo».
E chi sarà mai quell’altro "Angelo" citato il 7 febbraio 2009 da Chiriaco alla commercialista Roberta Quadrelli mentre i due trattano la realizzazione di «un progetto residenziale molto grosso» dalle parti di Brescia? (Chiriaco: «uhm... molto grosso... io mi ricordo che a Brescia Angelo aveva qualcuno... »). Nelle intercettazioni «Neri dice che a Ciocca lui lo ha coinvolto in belle operazioni immobiliari, ed a lui vorrebbe dare a basso prezzo l’appartamentino di Medagliani»: per l’appunto, è l’operazione che non andrà a buon fine. C’è forse dell’altro? E chi può dirlo, ma alla Lega pavese fanno spallucce: loro non vedono non sentono non parlano. Costi quel che costi, occorre mantenersi «complici di questo sistema».








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica democrazia il 28 novembre 2010