Laico alfabeto in salsa gay piccante

Franco Buffoni



Arriva Natale e le case editrici sparano i grossi calibri, l’artiglieria pesante tenuta da parte per le feste quando regalare un libro (anche per chi ne apre uno ad anni alterni) è l’idea che ci risolve un mucchio di grattacapi. Tra le pile di cimiteri praghesi & traditori, persecuzioni & parole manomesse, leielui & io e te, è uscito anche un libro piccolo, poco visibile e scomodo. Un libro che, letto in questi giorni oppure nelle vacanze natalizie, può riportare l’attenzione sul mondo in cui viviamo, sulla chiusura asfissiante di questo terribile momento storico e, non da ultimo, sull’istituzione che proprio a Natale celebra la sua origine – almeno in teoria – e che viene a sua volta celebrata – sempre in teoria – da coloro che festeggiano.
L’autore è Franco Buffoni (di lui si parla anche qui) e il libro si intitola Laico alfabeto in salsa gay piccante. Col piglio agile, intelligente ed arguto di un lessico illuminista, Buffoni ragiona di diritti civili, di ricorrenze storiche, di omosessualità, di relativismo, di laicità, di tradizione, di nascita, di identità…
Propongo qui la voce dedicata al «Fuori»: mi sembra particolarmente significativa rispetto al clima di questi giorni, di questi anni spaventosi. E nello stesso tempo illuminata da un barlume di speranza, dall’auspicio che le cose, anche nelle epoche più cupe, non debbano per forza andare sempre in una direzione.

FUORI

Qualche giorno fa mi è capitato di riordinare i fascicoli apparsi - a partire dal 1972 - del periodico Fuori (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano). Proprio nel primo numero mi ha colpito particolarmente un bel reportage di Enrico Airone sul franchismo in Spagna.
Nel 1972 ero in Inghilterra per il dottorato (pure Mario Mieli, leader storico del Fuori e mio caro amico, era spesso in Inghilterra in quei mesi) e ricordo benissimo alcuni studenti spagnoli che non nutrivano alcuna speranza circa un possibile cambiamento della "situazione" nel loro paese. Troppo sigillato era il patto tra chiesa cattolica e franchismo. Dicevano: se Francisco Franco dovesse morire andrà al potere Carrero Blanco, da noi non cambierà mai nulla. Io, italiano, mi sentivo al confronto fresco e giovane, lottavo per i diritti civili: divorzio, aborto, legge Basaglia, cambiamento di sesso: potevo manifestare, scendere in piazza. Vivevo in una democrazia.

E’ istruttiva la lettura dell’articolo di Airone, soprattutto per chi a quell’epoca non era ancora nato. Mostra chiaramente come un italiano potesse leggere la situazione spagnola di quei primi anni settanta. (Lo trovate qui).

Che cosa è accaduto, poi? Perché oggi la situazione è capovolta e siamo noi che dobbiamo andare a Barcellona per sposarci, per morire decentemente o per procreare assistiti?
L’obiettivo di questo mio confronto a distanza non vuole essere distruttivamente pessimistico, bensì costruttivo: il clerico-fascismo può e deve essere sconfitto. Basta un leader giovane laico e radicale, modernamente socialista, con le idee chiare su i sì e i no da pronunciare. Non lo vedo in Italia attualmente né nelle scissioni dell’arcaica sinistra, né nel Pd. Ma so che c’è e spero che presto si faccia coraggio e esca allo scoperto.
Tra i titoli dei servizi in copertina su quel vecchio numero del Fuori, appare anche "Sanremo. Come si vince contro chi ci opprime": il riferimento qui è a quelli che Mieli definiva gli psiconazisti, cioè gli psichiatri e gli psicologi di ispirazione cattolica che nell’aprile di quel 1972 tentarono di tenere a Sanremo un convegno avente come principio ispiratore la medicalizzazione dell’omosessualità.
Ho richiuso il mio vecchio fascicolo del Fuori pensando che - proprio da Sanremo – nel 2009, attraverso una brutta canzonetta, giunse a milioni di italiani sprovveduti il messaggio che dall’omosessualità si potesse "guarire", che ci si potesse "curare". Un tentativo di rimedicalizzazione rozzamente orchestrato in una Rai lottizzata da clericali e atei devoti. Simile l’operazione del 2010, col giovane Savoia che ha cianciato di religione e normalità.








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 17 novembre 2010