Il prossimo compleanno

Lorenzo Mercatanti



Il prossimo compleanno, invece di spenderli per la festa, prendo un 2.000 euro e me li trombo tutti e 2.000. A proposito, non sai come mi è andata di lusso la scorsa notte. Ero al night a bere champagne con questa ragazza, alla fine la convinco a star la notte da me e ce ne andiamo. Alle tre mi sveglia che vuol andare a casa, non vuol saperne di aspettare la mattina. Io calcolo il tempo che ci vuole per riportarla a Montecatini e tornare, poi guardo la bottiglia sul comodino e vedo che è vuota. Io la riporto ma ho paura, se mi becca la polizia sono problemi. All’uscita dell’autostrada incrocio una pantera, come mi vedono fanno inversione e mi affiancano, mi fanno accostare. Appena scendono riconosco quello che lo scorso anno mi ritirò la patente. Mi vuol far fare il test per l’alcol, io comincio a piagnucolare. Gli dico che ce l’ha con me, lui dice m’hanno seguito perché ero con le ruote nell’altra corsia e stavo per toccarli. Non è vero ma non lo dico, lui ha riconosciuto la macchina e m’ha dato dietro. Stavo nella mia corsia, come ne son sicuro, io pesto a guidare, guido come un pazzo, chi viene in macchina con me quando gli scendo devo staccargli le mani incollate alle maniglie, ma non ho mai fatto cazzate, lo so quel che fo. Continuo a frignare, lui niente, mi vuol fregare, telefono a un commissario che conosco, mi dice non ti puoi rifiutare di fare il test, fallo, mica è detto ti va male.
Io gli dico ho bevuto una bottiglia di champagne. Lui mi fa, si con le troie, che mi conosce, mica l’hai bevuta tutta te, lo devi fare il test, fallo! Faccio il test e vien fuori 0,30, il limite è 0,50. Se facevi 0,51 ti ritiravo la patente, mi dice questo pezzo di merda.
Ho un solo vizio, lo ammetto io per primo: le donne. Altre cose no, droghe non ne ho mai prese, in vita mia ho fumato solo una canna, quando ero in vacanza in Giamaica, per provare, Basta! Nemmeno per trombare prendo niente. Mio fratello si riempie di cialis fino agl’occhi, io gli dico di abbozzarla, alla lunga ti fa male quella roba.
Il giorno non mi tira più smetto di trombare. Quando morì E, che vennero fuori le storie di cocaina, mi dicevo, con la gente ci vai a cena fuori ogni sera e non la conosci mai fino in fondo. Di E ne parlavano anche dopo morto, ma per via di queste storie che eran saltate fuori, chiacchiericcio, meglio non parlarne proprio.








pubblicato da s.nelli nella rubrica racconti il 13 novembre 2010