Avvertimento confidenziale per i critici

Glenn Gould



Egregi signori,

per molti di voi questo disco costituirà forse il primo incontro con le composizioni per pianoforte di Bizet; così è stato per me, e posso quindi immaginare quale sarà la vostra gioia davanti a questa scoperta. Sono purtroppo musiche scarsamente rappresentate nel catalogo Schwann, e anche se non frequento le sale da concerto, ho l’impressione che compaiano raramente, per non dire mai, nei programmi concertistici. È quindi possibile che non disponiate di alcuno metro di giudizio per valutare le interpretazioni qui contenute.
A quelli di voi che accoglieranno con entusiasmo il presente disco vorrei perciò proporre un’espressione di questo genere: «...con la vivacità e il vigore che sono tipici di una prima lettura, l’esecuzione dà prova di freschezza, spontaneità e indipendenza da quella tradizione che, come osservava acutamente il compianto Artut Schnabel, non è altro che “una serie di cattive abitudini”». A coloro che nutrono invece qualche dubbio sul valore di queste interpretazioni mi permetto di suggerire una frase del tenore seguente: «Si tratta purtroppo di un’esecuzione ancora immatura, ancora carente di lucidità strutturale». E naturalmente, a chi volesse, per così dire, dare un colpo al cerchio e uno alla botte, raccomanderei infine qualcosa come: «Si tratta purtroppo di un’interpretazione ancora immatura, ma che dà ugualmente prova di freschezza, spontaneità e indipendenza da quella tradizione che, come osservava acutamente il compianto Artur Schnabel...»








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica musica il 11 novembre 2010