Brucia la cenere

Luca Cristiano



cosa credi che troveremmo
uscendo di qui?

dolori alle ossa e questioni di stile
troppi uomini sono feriti e mutilati
da giornate infinite e mansioni monotone
rimessi al mondo derubati di quello
che serve per comprendere il mondo

dammi una mano a sostenere le mie membra
passando di fianco a vecchie abitazioni in disuso
colonne rivestite di stanchezza
calze di nylon in dissoluzione

dammi una mano ad aprire una ferita

nel tessuto dell’esistenza
di insegnanti di inglese
guidatori d’automobile
emofiliaci compulsivi

qualcosa ti ha mancato
pur passandoti molto vicino
come una cometa di natale
passata oltre la grotta della sacra famiglia
fuochi d’artificio saliti al cielo
senza esplodere
cibo andato a male
in attesa di un ritorno mai avvenuto
i cadaveri sono stati sepolti troppo in fretta
e senza cura
quando ormai tutti gli eserciti
avevano dimenticato le ragioni della guerra
le loro ragazze sono partite
con uomini più tranquilli, verso vite più semplici

*

brucia gli avanzi e le decorazioni
disponiti all’oblio
brucia tutto quello che indossavi
tagliati le unghie
brucia anche quelle
magari anche la punta delle dita
e quando avrai finito di bruciare
tutto
brucia la cenere
le ciglia con cui hai guardato la fiamma
la terra che hai annerito

non è detto che funzioni
ma questo puoi fare
e nient’altro
perché la prossima volta
non ti sembri
di esserci
già
stato.

*

il bambino mi passa davanti rincorrendo il pallone
gli sorrido innocente
come innocente ringhio sotto la gonna di sua madre
senza muovermi dalla mia panchina
ma la signora intuisce qualcosa
perché volta di qualche grado la testa nella mia direzione
di qualche grado cambia l’inclinazione della sua sigaretta
fra le dita:
fra le dita:
l’amore consiste nel ravvivare il rossetto
sulle labbra di una scimmia

*

la tazzina sbrecciata cade nel vuoto
i fiumi ci rifiutano
gli squarci nelle rocce
non ci lasciano entrare
i letti del mondo sono pieni di belle donne addormentate
psicopatici, rimedi improvvisati contro la solitudine,
pulci, remissioni mancate e altre cose che chiunque faticherebbe a immaginare
alcune vite non hanno ricevuto in dono
alcuna illusione di coerenza
altri pare siano stati più fortunati:
la tazzina sbrecciata cade nel vuoto
rivoltandosi e perdendo peso e
senza emettere alcun suono

*

cazzi giocattolo
e budella di cemento:
le ragazze vogliono ballare.








pubblicato da a.moresco nella rubrica poesia il 1 novembre 2010