Un popolo fra virgolette

Marco Rossari



A margine di un omicidio. Nella foto pubblicata sul sito di un quotidiano, leggo uno striscione sorretto da alcuni sconosciuti: Pena di morte x lo "zio" animale, dice testuale. Ancora più dell’animale, sono le virgolette intorno al termine zio a sancire una significativa presa di distanza. La parola non può più essere scritta in chiaro, il titolo non può venire avocato a sé, l’uomo è espulso dal cerchio sacro della famiglia. Un vero zio, è il sottinteso, non fa queste cose (almeno finché non le fa, paradossalmente). Ergo Annamaria Franzoni sarà una "mamma", Pietro Maso un "figlio" e Amanda Knox un’"amica". Dentro alle virgolette, l’orrore che vorremmo estraneo. Fuori dalle virgolette, i probi che vorremmo essere. Bravi cittadini che davanti a un omicidio invocano un’esecuzione sommaria: questi siamo "noi"?








pubblicato da m.rossari nella rubrica democrazia il 28 ottobre 2010