L’intervista invisibile

ilprimoamore



Questa breve intervista ad Antonio Moresco avrebbe dovuto figurare domenica 24 ottobre sul "Corriere della Sera", all’interno dell’articolo "Riviste: c’eravamo tanto odiati". Per motivi a noi ignoti il pezzo di Paolo Di Stefano non ne reca traccia.


Paolo Di Stefano: Come si differenzia Il primo amore rispetto all’esistente?

Antonio Moresco: Abbiamo cercato di fare una rivista che rompesse gli argini definiti. Ci sembra che in questo momento non ci sia bisogno dell’ennesima rivista letteraria o politica o di altro tipo, ma che occorra invece mettere in comunicazione e moltiplicare tutti questi piani e altri. L’abbiamo intitolata Il primo amore perché sentiamo il bisogno di avere uno sguardo capace di spinta sentimentale e di visione.

PDS: Come vedi da lettore i ritorni citati: nostalgia del passato o rielaborazioni di esperienze ancora vitali?

AM: Sinceramente, non sono uno che si entusiasma per i revival. Mi sembra ci sia in questo qualcosa di troppo ripiegato su se stesso e di garantito. A me pare preferibile che le riviste abbiano vita breve e intensa piuttosto che lunga e piena di stanche sicurezze e rianimazioni. La domanda è diretta, quindi anche la mia risposta sarà franca e diretta. C’è al fondo di alcune persone che hanno dato vita ad Alfabeta un’impostazione e un elemento di arroganza e superficialità che a me personalmente non piacciono. Per quanto riguarda Diario, ero un assiduo lettore di questa rivista. Oggi come oggi, conoscendo le successive posture di Berardinelli e il suo disamore, non vorrei che diventasse una elegante campana a morto, cosa di cui in questo momento non si sente il bisogno.

PDS: In genere, con il web le riviste cartacee non sono iniziative di retroguardia?

AM: Dopo essere stati presenti in rete abbiamo voluto fare anche una rivista, perché questo strumento cartaceo, a dispetto di tutto ci sembra avere ancora una sua assolutezza. Però siamo persone in fermento e da un po’ di tempo ci sta frullando in testa qualcosa di ulteriore.








pubblicato da s.baratto nella rubrica a voce il 26 ottobre 2010