I dolori del giovane Valdes

Giovanni Giovannetti



A Giovanni Valdes, il ciellino sodale di Abelli e Formigoni, i nostri articoli non hanno portato bene: rileggiamo quello uscito sul periodico pavese "Il Lunedì" una settimana fa: «...Borgarello, comune di 2.600 abitanti tra Pavia e la Certosa che vede il sindaco Giovanni Valdes (Pdl) indagato dall’antimafia: avrebbe truccato un’asta per favorire la Pfp, società immobiliare della costellazione Chiriaco, l’ex direttore sanitario dell’Asl pavese ora in carcere. I due si conoscono da tempo. E infatti l’ex vice presidente locale della Compagnia delle Opere Giovanni Valdes siede anche nel Cda dell’Ospedale pavese Mondino» ("Il Lunedì", 18 ottobre 2010). Tutto vero, fatto salvo un dettaglio: l’indagato non è più indagato. Da giovedì 21 ottobre Valdes è forzato ospite delle patrie galere, ammanettato su richiesta dei magistrati antimafia Boccassini, Storari e Dolci «in relazione ad un concorso in turbativa d’asta per l’assegnazione in diritto di superficie di un lotto del Piano di zona per l’edilizia economica e popolare del comune di Borgarello, con l’aggravante, per il sindaco, di aver commesso il fatto nella sua veste di preposto alla gara stessa». Tutto questo in concorso con Carlo Chiriaco (incarcerato il 13 luglio scorso), con l’amministratore della Pfp Salvatore Paolillo (che in realtà sarebbe un prestanome di Chiriaco) e di Alfredo Introini, l’ex vicedirettore del Credito cooperativo di Binasco dispensatore di fondi per Chiriaco.
Introini figura come legale rappresentante della Argenta Sas, proprietaria di alcuni immobili a Pavia in via Mirabello 91 e 93. Il 5 febbraio 2010 il Comune di Pavia ha approvato l’ampliamento dell’«edificio residenziale in via Mirabello n 91». Secondo gli investigatori, una parte di questa operazione immobiliare «è da ricondurre a Chiriaco».anche se sarebbe stata «portata avanti da Introini e Rodolfo Morabito [il costruttore di Borgarello cugino di Chiriaco, attualmente indagato] per mezzo dellla Argenta Sas».
Valdes, Introini e Paolillo sono ora in carcere a Monza, a Voghera e a Milano Opera. Secondo gli inquirenti, «in concorso tra loro, mediante accordi fraudolenti, consistiti nel presentare in comune due offerte – una sola delle quali destinata ad essere usata a seconda di quanti e quali partecipanti avessero concorso all’appalto – pre-assegnavano alla Pfp srl (società con sede in Novi Ligure, in via Cavallotti 118) la gara per l’affidamento in diritto di superficie di area in zona Peep nel comune di Borgarello in Borgarello il 19 gennaio 2010».
Subito dopo la prima ondata di arresti (quella del 13 luglio 2010), Valdes aveva annunciato le sue dimissioni, salvo poi ripensarci, inducendo il Gip Andrea Ghinetti a metterlo ai ferri, per evitare il pericolo della reiterazione del reato.
Uomo avvisato mezzo salvato? Come il Gesù, Valdes avrebbe potuto passare là dove l’acqua era bassa, camminandoci sopra. Tornando in carica si è invece ritrovato a fare i conti con l’onda anomala (da ben altri conti era affascinato), quella che lo ha sospinto oltre le sbarre.
Diciamolo: col senno di poi, Valdes avrebbe potuto meditare più attentamente le esternazioni dei magistrati antimafia che, già nell’estate scorsa, la raccontavano così: «Pfp srl vede come socio unico Eva Chiriaco, figlia dell’indagato e come amministratore Salvatore Paolillo. Peraltro Paolillo riveste una carica meramente formale, come attestato da Chiriaco in data 16 aprile 2010 ("avevo bisogno di una testa di legno e lui si era dichiarato disponibile") e 10 aprile 2010 ("l’abbiamo pagato 3.500 euro in nero per fare l’amministratore e non fa un cazzo"). La Pfp è risultata aggiudicataria di un’area di terreno nel comune di Borgarello a seguito di gara pubblica. Dalle conversazioni telefoniche emergono situazioni connotate da scarsa chiarezza nei rapporti tra Chiriaco e il sindaco di Borgarello, Giovanni Valdes. Nell’operazione sarebbe coinvolta anche la Convertedil scrl [società cooperativa, in liquidazione dal marzo 2006] che vede come commissario liquidatore l’avvocato Santo Sciarrone».
Dopo aver rese note alcune intercettazioni (Valdes: «È un po’ sporca ma la facciamo»pubblicate di seguito), i tre magistrati antimafia così concludono: «Ovviamente il procedimento amministrativo inerente la gara di appalto indetta dal Comune di Borgarello andrà opportunamente approfondito quando la presente indagine potrà essere disvelata». Un messaggio tanto chiaro quanto inascoltato sia da Valdes che dai suoi pessimi consiglieri. E chissà quali altri messaggi contiene la bottiglia lasciata dai magistrati alle porte di Pavia, proprio nelle campagne sopra cui si prevede l’apertura del cantiere per il discusso Centro commerciale "Factoria" di Borgarello (un enorme supermercato e un albergo alto 14 piani nelle vicinanze della Certosa di Pavia, il monumento più celebre della Lombardia), il cui piano di lottizzazione curiosamente viene adottato dal Consiglio comunale il 12 luglio 2010 (8 voti favorevoli, 1 contrario, 2 astenuti), solo poche ore prima della retata antindrangheta.
Inutile sottolineare l’impegno del Valdes nel promuoverne l’adozione, nonostante la scarsa trasparenza sulle fonti di finanziamento. Come ammette lui stesso, certe porcherie «le sto facendo per tutti» (intercettazione del 20 gennaio 2010).
Reiterazione del reato anche per il Centro commerciale? Sono cose già sentite: le ricordiamo a Pavia, nel 2007, dalle parti dell’iperspeculazione Carrefour lungo la Vigentina, in pieno parco Visconteo, a cento passi da Borgarello. Vediamola.
Una storia nata male e finita peggio. Nata male perché il terreno agricolo limitrofo all’area Fiat sul quale ora sorge il Carrefour venne acquistato nel dicembre 2001 da Pietro Guagnini – già membro della commissione edile – dal commercialista Augusto Pagani e da Arturo Marazza (soci nella "Vernavola Srl") per pochi milioni di lire e rivenduto subito dopo alla società GS per 830 milioni, sempre in lire: una speculazione.
Finita peggio perché il 10 gennaio 2008 (poche settimane dopo l’inaugurazione) Carrefour ha venduto i negozi della galleria alla tedesca Union Investment per 74 milioni (questa volta in euro!), soldi solo passati per Pavia: una iperspeculazione, benedetta da politici, amministratori e faccendieri, che vede le merci sugli scaffali trasformarsi nel sottoprodotto del business vero: quello della variazione di destinazione d’uso dei suoli, della compravendita il cui costo lievita a ogni passaggio di mano, e muove denaro di non sempre limpida provenienza.
Ma facciamo un salto indietro di qualche anno, per raccontare un’altra storia: una storia di insospettabili untori, di "politici" corrotti, di dirigenti a libro paga, di fatture taroccate, di conti lussemburghesi e di società costituite ad hoc per movimentare il "nero" delle tangenti, quello proveniente dalle sovra-fatturazione da parte di aziende d’area. Insomma, un nostro "Golaprofonda" – uno che se ne intende – ammette che nemmeno ai tempi di Tangentopoli si erano viste porcherie così sfacciate. Tuttavia a beneficiarne non sono i partiti, ma singole persone molto addentro alle trame cittadine.
Il business funzionava così: alcune ditte compiacenti emettevano fatture apportando un cospicuo sovrapprezzo, il 20 per cento del quale andava ad arricchire il tesoretto a disposizione di... di un insospettabile intermediario il cui potere di corruzione è impressionante, un uomo cerniera con vistose entrature nella massoneria locale.
Facciamo un secondo passo indietro. Dopo una articolata denuncia di Vittorio Pozzi e Franco Maurici (marzo 2004, Giunta Albergati), la Guardia di Finanza ha consegnato al sostituto procuratore Luisa Rossi una meticolosa indagine sull’affaire Carrefour: movimenti in denaro da un conto lussemburghese alle tasche "giuste", passando per società di consulenza e intermediari per l’appunto "insospettabili".
Insomma, la più grande speculazione immobiliare mai vista a Pavia (forse qualcosa di più) maldestramente aggiustata con alcune varianti di Giunta in corso d’opera.
Subito dopo l’esposto in Procura di Maurici e Pozzi la Regione Lombardia aveva congelato il suo benestare. Ma denuncia e dossier della Guardia di Finanza finiscono presto ’insabbiati’ dentro qualche cassetto polveroso, e la macchina, nuovamente ben oliata, ritorna a pieni giri.
Nell’agosto 2006 Giampaolo Calvi è nominato progettista nonché direttore dei lavori (640mila euro di onorario, oltre a 100mila euro per i collaudi). Soprattutto riprendono i lavori, i depistaggi e le ’bolle di sapone’, come i 100 nuovi posti di lavoro annunciati dall’assessore all’urbanistica Franco Sacchi: non si avrà poi nessun nuovo assunto, se non per i quindici giorni delle festività di fine anno. Il 19 novembre 2007 la Giunta approva la seconda variante alla lottizzazione e aumenta il parcheggio a terra; il 25 novembre si rilasciano i permessi a costruire; il 5 dicembre il centro commerciale viene inaugurato; il 10 gennaio 2008 la Union Investment comunica l’acquisto dei negozi della galleria. Una velocità mai vista. Ne sanno qualcosa i cittadini che vogliono apportare piccole modifiche alle loro abitazioni: tempi lunghissimi e multe salatissime a chi vìola le norme edilizie. Quanto a Borgarello, sfogliando rapidamente la co
nvenzione tra il Comune e la "Progetto commerciale srl", leggiamo di «parcheggi pubblici – a spese del lottizzante – per complessivi mq. 53.700 da approntarsi in massima parte all’interno ed entro la sagoma del complesso», ovvero funzionali all’ipermercato; di un’area verde di rispetto (obbligatoria) qui chiamata parco pubblico tematico "del Navigliaccio" (32.700 mq), parco da realizzare «integralmente a propria cura e spese e successivamente da cedere a titolo gratuito» al Comune, salvo poi stornare questi costi dagli oneri di urbanizzazione secondaria («Atteso, peraltro, che il valore complessivo dell’opera di urbanizzazione secondaria dedotta a scomputo – pari ad euro 865.933,02 – è inferiore agli oneri di urbanizzazione secondaria dovuti – pari ad euro 1.164.600 – la lottizzante si impegna a corrispondere al Comune la relativa differenza»). Ma la chicca è l’impegno «a mettere a disposizione dell’Ente il complessivo importo di euro 8.945.000», 6.500.000 dei quali destinati all’«approntamento di nuovo tratto di strada» a sostanziale uso e consumo dell’iper e – come sembra – senza alcun collegamento con la tangenziale pavese. Se malauguratamente la lottizzazione andasse a buon (buon?) fine, chi dovrà infine provvedere a completare l’"opera"? A quali costi? Costi a carico dei privati lottizzanti o della pubblica amministrazione?
Interesse pubblico? No, grazie. E si bara anche sul possibile riverbero occupazionale. La Convenzione evidenzia «l’impegno della lottizzante ad assumere (ovvero a far assumere) il 30 per cento degli addetti del nuovo centro commerciale in progetto con contratti di lavoro a tempo indeterminato full time/part time, riservando il 50 per cento di dette assunzioni a soggetti residenti nel Comune di Borgarello, ed il restante 50 per cento a soggetti residenti nei Comuni ad esso contermini, precisandosi che la suddetta quota di assunzioni è da intendersi riferita per almeno il 50 per cento a personale femminile», ecc. Tutto molto cheap, se non fosse che un solo posto di lavoro all’iper ne costerà 3 o 4 nei negozi di vicinato destinati a chiudere i battenti entro un raggio di 10 chilometri! (In Provincia di Pavia 8 comuni ne sono ormai privi, e in altri 32 sono in via di estinzione).
Cala l’occupazione e aumentano i disagi, soprattutto per le persone anziane. Un comitato d’affari ramificato sta rovinando il nostro territorio (un bene non riproducibile) peggiorando radicalmente il tessuto socioeconomico di Pavia, cambiando la nostra vita, con l’inutile costruzione di ipermercati e quartieri dormitorio, con lo scempio delle continue varianti al Piano regolatore, che hanno trasformato in suolo edificabile centinaia di migliaia di metriquadri di terreno agricolo: «Per il boom edilizio non posso che essere felice», dichiarò infelicemente nel giugno 2007 l’ex sindaco di Pavia Piera Capitelli.
A Borgarello il vecchio Pgt prevedeva la parallela costruzione di un albergo e di alcuni mini alloggi dentro al parco Visconteo. Ora i proprietari dell’area hanno chiesto la trasformazione da ricettivo-turistico a residenziale. Reiterazione del reato anche per la lottizzazione dentro il parco Visconteo?
Centro commerciale "Factoria" e Carrefour pavese: troppe simmetrie. Caso vuole che il progetto del mega-centro commerciale di Borgarello rechi la firma dell’ingegner Beppe Masia, un consulente del Comune: Controllore o controllato? Lo stesso ingegnere era tra i componenti la commissione che il 16 gennaio 2010 ha assegnato alla Pfp di Chiriaco l’appalto per l’edificazione dell’area Peep di Borgarello in via Di Vittorio, quello che ha portato in carcere il sindaco Valdes, il Salvatore Paolillo prestanome di Chiriaco e il suo goffo finanziatore Alfredo Introini.

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Le intercettazioni. Valdes: «È un po’ sporca ma la facciamo»

Il 12 gennaio 2010 Carlo Chiriaco viene intercettato a conversare con una donna di cui rimane ignota l’identità.

Chiriaco - Ieri sono andato dal sindaco di Borgarello, sono andato lì, e per quanto riguarda la gara d’appalto delle quattro villette io gli ho portato due buste...
Donna - Chi le ha preparato le buste?
Chiriaco - Alfredo. Dopodiché a un certo punto... il manufatto costa 1—120mila euro... lui si è impegnato... perché la gente non partecipa... prima ancora che noi finiamo i lavori si passa dal diritto di superficie al diritto di proprietà, con un’offerta che noi faremo, di 20-30mila euro... Allora avremo speso al massimo 200mila euro e altri 250 per finirle. Vendile a poco... a 220mila le bruci... sono 880mila...

Il 14 gennaio Chiriaco e un certo "Paolo" parlano di due buste e di un numero da cambiare, «se arriva».

Ciriaco - [inc.] ...nella busta...
Paolo - [inc.] ...protocollato..., perché ne ha protocollato uno... ha messo il timbro anche sulla busta?
Chiriaco - pure sull’altra...
Paolo - anche sull’altra... si … [inc.] ce l’ha lui, se arriva [inc.] ...la cambia. Ciriaco - [inc.] 60 cazzo.
Paolo - [inc.] mette 60....
Chiriaco - [inc.]
Paolo - io gli ho messo 45 e 200, da... [inc.], son 10.000 euro in più...[inc.]
Chiriaco - senti Paolo, mi ha detto che gli è arrivata la lettera di diffida da parte di Sciarrone .

In altra conversazione, sempre il 14 gennaio Giovanni Valdes chiama Chiriaco che aveva tralasciato l’indicazione del mittente sulla busta:

Valdes - senti, scusa una cosa, nella busta che hai protocollato non c’è il mittente. Cosa mettiamo come mittente? chi è il soggetto che proponete [o proponente]?
Chiriaco - eeeeeh... il mittente....aspetta che me l’ha lasciata un mio amico... dunque il mittente è Pfp.
Valdes - ma, ascolta... è lo stesso che ha fatto anche l’altro intervento? giusto per capire...
Chiriaco - si, si, lo stesso.., quella era una Sas, e questa è una Srl.
Valdes - ...e però.., cosa devo scrivere, Pfp?
Chiriaco - Pfp...
Valdes - Pfp srl?
Chiriaco – sì.
Valdes - va bene.
Chiriaco - ...via Felice Cavallotti numero 118 , 15067 Novi ligure, Alessandria.

Il 20 gennaio Chiriaco e Valdes vengono intercettati mentre conversano a bordo dell’auto dell’ex direttore sanitario dell’Asl pavese.

Valdes – Messa così è pulitissima, nessuno può dire un cazzo, io sono inattaccabile. Quindi adesso voglio... fatta la commissione peritale e vi mettete d’accordo...
Chiriaco – Sì, una volta raggiunto l’accordo e presentata la dichiarazione di inizio attività per i lavori...
Valdes – Sì, esatto, una volta che parti... secondo me si può fare... è un po’ sporca ma la facciamo.
Chiriaco – Noi diciamo che a... un certo punto... son soldi che il Comune incamera...
Valdes – Tanto lo sto facendo per tutti... non è che lo sto facendo solo per te.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica condividere il rischio il 24 ottobre 2010