Le viscere del rock

Marco Rossari



Arriva in libreria in questi giorni per Mursia La musica è il mio radar, un’antologia i cui proventi verrano devoluti ad AMREF, curata da Massimiliano Nuzzolo con racconti di Ivano Bariani, Richard Blandford, Federica De Paolis, Marco Di Marco, Renzo Di Renzo, Elisa Genghini, Teo Lorini, Andrea Malabaila, Ignacio Martinez De Pison, Federico Moccia, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Giulio Mozzi, Paolo Nori, Massimiliano Nuzzolo, Tommaso Pincio, Ugo Sette, Marek Van Der Jagt e io.

Ecco l’inizio del mio racconto, "Le viscere del rock".

Avevo sedici anni e dovevo trovare il sacro fuoco del rock’n’roll. Non l’avevo rintracciato sui palchi maggiori, così mi ero inoltrato nei sentieri meno battuti della festa, trovando una discreta folla che si aggirava davanti a un palchetto defilato. Mi ero unito alla carboneria, dove aleggiava la vibrazione giusta, uno strano senso di attesa, la percezione di una catastrofe imminente grazie alla quale avremmo visto la luce.

"Che c’è qua?" ho chiesto a un tizio.
"Il circo."

La folla si è assiepata lentamente sotto il palco, fino a trasformarsi in una calca rumoreggiante. Io mi sono piazzato proprio lì sotto, tra le prime file, rischiando ad ogni momento di soffocare.

Poi è arrivato il circo. Alcuni strambi figuri sono saliti sul palco e l’imbonitore ha cominciato a presentarli: c’erano il Fachiro Metropolitano, il Ferro da Stiro e qualche altro fenomeno da baraccone. L’ultimo era l’attrazione principale, ovvero il Tubo, un tizio cicciottello dall’aria placida che non sembrava presentare all’occhio alcuna caratteristica particolare. Ci aveva sorriso, anzi.
L’imbonitore ha detto che se c’era qualcuno di troppo facilmente impressionabile nel pubblico avrebbe fatto meglio a bersi una birra al bar o a farsi un giro. Tutti hanno ridacchiato, con una certa aria di supponenza.

Lo spettacolo è cominciato.








pubblicato da m.rossari nella rubrica musica il 10 ottobre 2010