Giacomo, hai dimenticato la carabina!

Marco Rossari



12 settembre

Oggi è cominciata la scuola. Dopo un bacio sul nasino, papà mi ha messo in spalla lo zaino colorato con dentro pastelli e quaderni. Sono trotterellato verso il grosso edifico verde, quando mi ha richiamato: "Giacomo, dove corri? Hai dimenticato la carabina!"
Fiuu, chi l’avrebbe sentita la Volksschullehrerin!

16 ottobre

Tutto procede bene. Mamma e papà sono molto orgogliosi di me: oggi al poligono dopo avere mirato su Abdul (è il nome affettuoso che una circolare ha voluto dare alla sagoma) e piazzato due pallini al cuore, tre alla testa e uno ai santissimi ho preso 9+. La Volksschullehrerin mi ha ravviato i capelli, gratificandomi di qualche parola affettuosa: "Ci sono due sole cose che vengono dal Texas, i tori e le checche, e tu non mi sembri affatto una checca".
A Petazzi, che aveva preso 8 ma assomiglia a una checca, non ha detto niente.

18 novembre

Oggi la Volksschullehrerin, con un vertiginoso spacco sulla gonna e una generosa scollatura della camicetta, è entrata in classe al ritmo di uno stacchetto musicale più pimpante del solito: ha passato lateralmente le dita a V intorno agli occhi, si è accosciata con movenze feline e quindi ha invitato l’ospite di riguardo a entrare.
C’era in visita il ministro. Con quel lucore sinistro negli occhi, con quel ghigno bavoso alla bocca, con quel naso adunco come un uncino aveva un’aria proprio rassicurante. Ha voluto sapere quali erano i due arditi che avevano conseguito risultati tanto brillanti al poligono.
La Volksschullehrerin, sempre con uno stacchetto musicale, l’ha guidato verso di me e Petazzi.
Il ministro ci ha preso il mento in una morsa tanto ferrea e dolce: "È a voi, giovani d’Italia; giovani delle officine e degli atenei; giovani d’anni e giovani di spirito; giovani che appartenete alla generazione cui il destino ha commesso di ’fare’ la storia; è a voi che io lancio il mio grido augurale, sicuro che avrà nelle vostre file una vasta risonanza di echi e di simpatie".
Appena si è girato, con un sussurro beffardo, Petazzi ha mormorato: "Sticazzi".
Né la Volksschullehrerin né il ministro, che intanto sembrava avere smarrito le chiavi dell’auto blu nella sua scollatura, l’hanno sentito. Ma io sì.

21 dicembre

Dopo il saluto e il natale, adesso anche il carattere obbligatorio sul calcolatore è diventato il Times New Roman. Ops, Tempi Nuovi e Romani. Tutto è romano e ladrone, allo stesso tempo. E la classe a volte è confusa.

7 gennaio

Oggi Petazzi mi ha preso in un angolo, manifestandomi alcune perplessità riguardo all’ora di orientiring, ovvero sopravvivenza in ambienti ostili. "Senso dell’orientamento," ho chiarito io, che conosco la circolare a memoria. "Cosa c’è che non ti è chiaro?"
"Non si scrive orienteering?" mi ha domandato. "E poi non è italiano..."
Io ho indicato Sulle scogliere di marmo, per fargli capire che avevo di meglio da leggere. Però mi sono appuntato mentalmente la cosa.

12 febbraio

Devo dire che mi manca un po’ Petazzi.

4 marzo

Oggi pattugliare è stato galvanizzante. È proprio vero: scoraggia il bullismo e favorisce lo spirito di corpo, tanto che quando ho preso a schiaffi Valgimigli che non stava in riga lui non ha fiatato, accettando tutto di buon grado.

16 aprile

"Roma è ladrona, o no?" mi ha domandato ieri Valgimigli, al riparo da sguardi indiscreti.
"Roma è caput mundi," ho riposto, notando che la Volksschullehrerin mi occhieggiava. "E omnia munda mundis."
La Volksschullehrerin ha ammiccato con il plin del messaggio pubblicitario.

1 maggio

Mi manca un po’ Valgimigli.

22 giugno

Oggi ultimo giorno di caserma. Sono stato promosso con il massimo dei voti. Non vedo l’ora di iscrivermi al prossimo anno. La cartolina precetto è imminente.
Pare che la scuola cambierà sede, trasferendosi in una zona di confine, detta "Fronte". Immagino che sia un’allusione alla nostra testa alta, alla fiducia intrepida con cui guardiamo al futuro.

Qui, l’originale.








pubblicato da m.rossari nella rubrica democrazia il 24 settembre 2010