Il nuovo romanzo di Aldo Busi

Flavio Marcolini



Aldo Busi ha terminato il suo ultimo romanzo, di cui si sa poco più del titolo, da lui stesso lapidariamente annunciato sul sito letterario www.altriabusi.it, El especialista de Barcelona.

Si potrebbe pensare a una storia uscita da uno di quei fumetti a strisce orizzontali in bianco e nero che andavano per la maggiore dalle nostre parti negli anni della sua giovinezza. Difficile. E comunque nulla trapela, se non che lui ha scritto e riscritto decine di volte centinaia e centinaia di pagine, incessantemente. In gestazione da decenni, ora, dopo vorticose capriole nel cervello del suo autore, questa trentottesima opera del corpus busiano si è materializzata sorprendentemente in meno di due mesi.

Fra i lettori si susseguono le indiscrezioni sulla fantomatica (ma poi non tanto) lingua in cui è scritta: italiano, spagnolo o addirittura bresciano? Forse un po’ tutte queste insieme, ed altre ancora, visto che la prosa dell’autore di “Seminario sulla gioventù”da sempre convoca gli idiomi di mezzo mondo, e non solo quelli, considerando le frotte di fonosimbolismi che la ornano.

Meno ancora è dato sapere sulla trama del romanzo. “Io non sono un autore di trame – sostiene. – Che ce ne sia una lo do per scontato, ma non scrivo secondo ricetta, io chiamo a giudizio l’intero scibile umano, per meno non mi sono mai scomodato, anche se scrivo un articolo”.

I personaggi che affollano la vicenda e la sua mente formano un piccolo esercito di agguerrite prospezioni: “senza tener conto di una certa foglia di un ‘platano di fronte’, sono ventiquattro” dice.

“Il volume – è sempre Busi a darne notizia – è un omaggio en passant, oltre che alla Spagna di Zapatero e alla famiglia reale spagnola, a circa venti aziende italiane e no, citate direttamente e a titolo ovviamente del tutto gratuito, per la bontà dei loro prodotti, in questo contravvenendo alla regola, soprattutto televisiva, che non si possa fare pubblicità diretta perché appare indiretta e quindi prezzolata di nascosto”.

“Non vedo perché non debba essere grato alla Bialetti da otto o all’olio del Feudo Arancio o al Vim o alla Ryanair o alla candeggina o al cece nero, per quanto senza nome e senza territorio d’origine, o a chi mi pare” osserva. “E lo dice uno che ha rinunciato a suo tempo anche a contratti alquanto danarosi per cedere la sua faccia a un marchio”.

Ma quando vedrà la luce quello che si preannuncia come l’ennesimo capolavoro di Busi?

“Non so ancora chi lo pubblicherà e se qualche editore italiano lo pubblicherà” informa. “Ora giace alla Mondadori che ha il diritto di prelazione sulle mie opere letterarie e, contrariamente a quanto si mormora, nessun altro editore ne ha copia. Sia come sia, troverò comunque il modo di renderlo pubblico e se sarà pubblicato da un editore, lo sarà, ovviamente, nella sua semplice e assoluta integrità”.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 1 marzo 2012